VIA CASTELLANA BANDIERA, La recensione SENZA Spoiler

VIA CASTELLANA BANDIERA, La recensione SENZA Spoiler Questa recensione NON contiene SPOILER – L’analisi approfondita del film sarà visibile e udibile sul nostro canale youtube, al quale vi invito a...

VIA CASTELLANA BANDIERA, La recensione SENZA Spoiler

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Questa recensione NON contiene SPOILER – L’analisi approfondita del film sarà visibile e udibile sul nostro canale youtube, al quale vi invito a iscrivervi.

Via Castellana Bandiera è diretto dall’esordiente Emma Dante (già regista teatrale) che è anche co-sceneggiatrice del film e attrice protagonista. Il film è ambientato e girato nella sua città natale (Palermo) e racconta l’inusuale e surreale situazione in cui due auto che procedono in senso opposto in una stretta strada si incontrano e l’una non può passare se l’altra non inserisce la retromarcia e le permette di continuare il cammino.

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Una sfida psicologica tra due donne unite dalla città di Palermo e da una mentalità difficile da cambiare. Via Castellana Bandiera punta i fari sulla periferia degradata e abbandonata della città, bella e rovinata dagli stessi cittadini che ogni giorno di più contribuiscono al degrado. Menefreghismo, arroganza, prepotenza e ignoranza contribuiscono a un atteggiamento mafioso che Emma Dante riesce a mettere molto bene in scena con personaggi fastidiosi e pungenti; caratteri che il pubblico può solo disprezzare oltre ad esserne infastidito. Le due protagoniste di diverso ceto sociale, cultura e provenienza sono accomunate da una rabbia pregressa e un senso di visibile rimpianto e insoddisfazione che le porrà in una situazione specchio e in uno stallo che porterà a un finale coerente.

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La regia del film è davvero molto buona, quei pochi primi piani sono ben realizzati e molto azzeccati. Giusta la scelta di mettere a fuoco sempre lo specchietto retrovisore durante i momenti di guida, una scelta che focalizza l’attenzione sul personaggio e che rende il senso di disorientamento sulla strada stessa. Palermo è come un labirinto, è difficile uscirne sia per odio che per amore.
Traspaiono i trascorsi teatrali della regista in qualche inquadratura di troppo, ma comunque è riuscita a cambiare, bene, i codici della regia teatrale per il cinema.
Oltre a un buon montaggio (Benni Atria) segnalo un gran lavoro di fotografia a cura di Gherardo Gossi. Tutte le riprese o quasi sono in esterna e si passa dal giorno cocente, al tramonto, alla notte e all’alba. La fotografia rende sempre tutto molto credibile senza alterare quelli che possono essere i colori veri del giorno e della notte.

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Via Castellana Bandiera non è il solito film italiano, questo è certo. È un film di denuncia astratta, potrebbe infatti essere girato e ambiento in qualsiasi zona periferica di un’altra città, riuscendo sempre a portare alla luce delle frustrazioni innate nell’uomo. È un film intimista che segna un buon esordio e sopratutto dimostra che basta avere una buona storia da raccontare per fare bene cinema. Via Castellana Bandiera è un film coraggioso che non da nessun punto di riferimento allo spettatore, un film che con coraggio pone uno specchio sullo schermo e mostra allo pubblico (sopratutto Palermitano) com’è ma senza la presunzione di fargli vedere come dovrebbe essere.

Il film diretto da Emma Dante, interpretato da Emma Dante, Alba Rohrwacher, Elena Cotta, Renato Malfatti, Dario Casarolo. Sarà nei cinema dal 19 Settembre.
Il film è stato presentato alla settantesima mostra internazionale del cinema di Venezia. Elena Cotta ha vinto la Coppa Volpi.

Recensione a cura di Giuseppe Benincasa.

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