IL GRANDE MATCH, la recensione senza spoiler.

Sylvester Stallone e Robert De Niro insieme per una sfida attesa 30 anni! Ecco la nostra recensione senza spoiler. Il cinema è spesso fatto di rimandi, citazioni, omaggi e...

Sylvester Stallone e Robert De Niro insieme per una sfida attesa 30 anni! Ecco la nostra recensione senza spoiler.

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Il cinema è spesso fatto di rimandi, citazioni, omaggi e sorprese. A volte l’unione di questi ingredienti è felice, altre: la linea del buon gusto vicina al ridicolo viene oltrepassata.
I punti di contatto de Il grande match con la storia del cinema sono tanti. Lo spunto per velate citazioni e spiritose gag ha sicuramente aiutato gli sceneggiatori a rendere molto gradevole la commedia diretta da Peter Segal. Basti ricordare che “il cavallo di battaglia” cinematografico di Sylvester Stallone è  il personaggio di Rocky e che tra le più grandi interpretazioni di Robert De Niro
c’è quella di Toro Scatenato. Non servirebbe altro per spingere gli amanti del cinema a comperare i biglietti, ma c’è ancora di più!
I due colossi del cinema, per motivi incredibilmente diversi, prima di adesso hanno recitato insieme solo una volta in un grande film diretto da James Mangold: Copland del 1997. Proprio in quel film Stallone abbandonava la sua forma fisica per interpretare uno sceriffo, sordo da un orecchio, abbandonato alle calorie dietro una scrivania. Questa volta invece la forma l’ha dovuta recuperare! Con una sua dichiarazione ha affermato che non era così in forma per un film dai tempi degli anni 90. Nell’angolo opposto: Robert De Niro che ha dovuto, anche lui, fare i conti con la bilancia e con dei tempi comici che in molti in passato gli hanno rimproverato. Nel 1977 si scontrarono pure per la corsa agli Oscar! In quella notte Sylvester Stallone era in nomination per la sua magnifica interpretazione di Rocky e Robert De Niro per la sua magistrale interpretazione di Travis Bickle in Taxi Driver. Nessuno dei due però vinse.
Sulla bilancia anche Alan Arkin che non smette di fare film dagli anni 60, ma che solo dopo l’Oscar per Little Miss Sunshine ha conosciuto la fama e la bellissima Kim Basinger che al contrario di Arkin ha perso fama, pubblico e ruoli importanti.

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La premessa della storia è quella di far disputare a due grandi pugili del passato un ultimo grande incontro come spareggio. I due ex atleti, per motivi diversi, valuteranno questa possibilità e dall’inizio alla fine del film vivranno una crescita personale su strade diverse davvero ben costruita. Il finale, poco prevedibile per lo sviluppo della storia, è la ciliegina sulla torta.
Peter Segal riesce, come per le sue migliori commedie, a dirigere un film davvero divertente con una base stratificata di significati e con i due personaggio principali: Razor (Stallone) e Kid (De Niro) decisamente ben caratterizzati; per entrambi pregi e difetti nel carattere e una credibilità che solo i due attori protagonisti potevano conferirgli.

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Promossi a pieni voti Alan Arkin e Kim Basinger. Fanno fatica, invece, i due attori più giovani: Kevin Hart e Jon Bernthal che sembrano ancora più “piccoli” in un set o in qualsiasi inquadratura accanto ai veri colossi del film.

Il consiglio è quello di andare al cinema per divertirsi e perché no? Riflettere anche un po’ sulle opportunità perdute e sui traguardi non tagliati.
Il grande match risulta essere un film genuino che andrà sicuramente bene per una generazione non più giovane; alla quale Hollywood quest’anno ha dato maggiore attenzione: Last Vegas e Non dico altro ne sono due, buoni, esempi.


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