Nausicaä della Valle del vento – Recensione

Dopo oltre 30 anni arriva nei cinema italiani Nausicaä della Valle del vento, con un nuovo adattamento e doppiaggio curati come sempre dal bravissimo Gualtiero Cannarsi che da sempre...

Dopo oltre 30 anni arriva nei cinema italiani Nausicaä della Valle del vento, con un nuovo adattamento e doppiaggio curati come sempre dal bravissimo Gualtiero Cannarsi che da sempre si distingue per l’attenzione delle parole e del linguaggio scelto. Nausicaä della Valle del vento fu l’ultimo film che Hayao Miyazaki scrisse e diresse nel 1984, prima di fondare il suo studio di animazione ovvero il famosissimo Studio Ghibli.

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Il film che prende spunto dal manga omonimo di Hayao Miyazaki. In futuro imprecisato il nostro pianeta, a causa di una terribile guerra, è divenuto in parte arido e in parte dominato da un foresta venefica chiamata Mare Marcio. Ciò ha reso inabitabile buona parte del globo. Qui vive la giovane Nausicaä, principessa di un piccola regno chiamato Valle del vento, il nome deriva dalla presenza di un vento che protegge il luogo dall’avanzare di spore venefiche proprie del Mar Marcio. Pur essendo un regno pacifico, a sua insaputa sarà al centro di una guerra tra due nazioni molto agguerrite che brano entrambe il possesso di una potentissima arma: il guerriero titano. Quest’ultimo è una terribile arma che fu tra le cause della distruzione, avvenuta mille anni prima del pianeta Terra. I due regni contendenti sono Tolmechia e Pejite. La ragazza sempre pronta a difendere i più deboli e in special modo la natura qualunque sia la sua forma, si troverà a salvare non solo la sua nazione, ma l’intero pianeta. Come riuscirà in ciò non ve lo sveleremo se lo vorrete sapere dovrete vedere questo bellissimo film.

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Per la cronaca Nausicaä della Valle del vento non è la prima volta che arriva sul suolo italico, infatti il 6 gennaio del 1987 Rai 1 lo trasmise diviso in quattro parti, ma non fu mai proiettato al cinema. Quindi poter vedere l’opera nel luogo deputato alla sua visione rende merito all’opera stessa, che si dimostra perfettamente concepita per il grande schermo e ancora oggi godibile. Oltre a essere una fedele trasposizione del manga ciò che subito stupisce è il mix di generi che la storia ha. Abbiamo fantascienza miscelata a elementi medioevali con l’aggiunta di spinte ecologiste. Qualcosa di molto innovativo per il 1984, ma che incredibilmente ancora oggi stupisce per la sua originalità. Miyazaki, come già aveva accennato nella serie animata Conan il ragazzo del futuro (Mirai shōnen Konan), pone maggiormente l’attenzione sul pericolo della distruzione della vita sul nostro mondo, causata dalla presunzione di risolvere qualsiasi problema con una guerra globale, ma anche  dall’inquinamento che ne conseguirebbe.

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In questo caso saranno le spore del Mar Marcio a uccidere qualunque forma di vita, dopo la distruzione e l’inquinamento portato dall’uomo, ma sarà sempre la natura che con il tempo rimetterà tutto a posto. L’unica soluzione perché l’umanità sopravviva è accettare di vivere in pace sia con la natura che tra i propri simili. Senza la pace non vi sarà nessun futuro. Sembra un messaggio semplice e banale, ma oggi nel 2015 è ancora attuale e ciò fa riflettere sull’intelligenza degli esseri umani a recepire messaggi di tali semplicità. Ma non crediate che un tema di tale levatura sia affrontato a discapito della ritmo narrativo, sarebbe un grave errore, infatti il ritmo è sempre ottimo grazie al sapiente uso di spettacolari scene d’azione. Il tutto in un contesto nel quale non compare mai un cattivo assoluto, semmai siamo in presenza diversi protagonisti “cattivi” dalle più o meno accettabili motivazioni, ma mai dinanzi a un male fine a se stesso. Esempio i Tolmechiani vogliono recuperare l’arma finale perché convinti che sia la soluzione a ogni problema esistente, non perché vogliano conquistare l’intero pianeta per malefici scopi. Se vogliamo trovare un malvagio questi non è altro che la paura! Si la paura dell’uomo verso ciò che non conosce, la paura di fidarsi di ciò che non comprende. Paura che però non conosce Nausicaä l’unica che sceglie di seguire il suo cuore e non gli istinto di sopravvivenza estremo. Nausicaä è lo stereotipo perfetto dell’eroina di Miyazaki che vedremo con diverse sfaccettature in ulteriori opere del maestro, ma che qui pone le sue basi. Coraggiosa, avventuriera, sempre pronta a difendere la natura e i più deboli anche a costo della propria vita. Se poi pensiamo che è del 1984 ci rendiamo conto che è stata il prototipo non solo di futuri film di animazione, ma anche di film giapponesi e non. Un punto di riferimento davvero  per molti autori.

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La domanda che però mi pongo è :” Riuscirà Nausicaä della Valle del vento oggi dove fallì 30 anni fa? Ovvero riuscirà a far comprendere il messaggio di rispettare la natura, comprendendo che la Terra è di tutti e non solo dell’homo sapiens? Sarà il pubblico del 2015 più pronto a comprendere questo messaggio di quanto non lo fu il pubblico 1987? A essere sincero vedendo il pubblico odierno qualche dubbio mi sovviene. Infatti temo che questa generazione sia ancora più consumistica e disinteressata a questi problemi di quanto lo era forse il pubblico degli anni ottanta. Probabilmente ha ragione la somma Oobaba del film quando dice: “in un giorno si brucia una foresta, ma ci vogliono centinai di anni di acqua e vento perché possa ricrescere una foresta“, quindi ancora sarà necessario aspettare un po’ di tempo.

A chi consigliare la visione?
Sicuramente a tutti gli amanti delle opere di Miyazaki, ma anche a chi vuole vedere qualcosa di decisamente più profondo e non il solito filmetto animato fatto solo di buoni sentimenti e personaggi bianchi o neri. Di contro per tutti quelli che cercano un film pieno di effetti grafici con una trama semplice e con dialoghi banali, evitatelo, questo film non fa per voi.

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Curiosità:

Nausicaä della Valle del vento è stata un opera di ispirazione per molti futuri autori.

  • I famosi Chocobo presenti in molti episodi della saga videoludica Final Fantasy di Hironobu Sakaguchi, sono una reinterpretazione dei bipedi (horseclaws) che cavalca il maestro Yupa.
  • Gli Ohmu sono presenti (con le dovute differenze) in molti videogame tra cui Metal Slug 3, Cyber Core, Viewpoin, God Slayer: Haruka Tenkū no Sonata.
  • In Evangelion, quando un Eva va in modalità berserk ricorda in parte il guerriero titano che si può vedere nel film.

Nel film furono usati solo 263 colori, per un totale di 56078 rodovetri.

Hideaki Anno si occupo dell’animazione del guerriero titano.

Questo film segna la prima collaborazione tra Miyazaki e il maestro Joe Hisaishi che si occupò della bellissima colonna sonora.

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