Fuga da Reuma Park – la recensione in anteprima del film di Aldo, Giovanni e Giacomo.

riusciranno a tornare a far ridere come un tempo?

Con Fuga da Reuma Park sull’immaginario pianeta “Aldo, Giovanni e Giacomo”, tra trent’anni, nella notte più magica dell’anno, quella di Natale, tutto può succedere.

I tre amici, prima ancora che attori, cercano di immaginare come possa essere la loro vita proiettata in quest’arco temporale, anche se bisogna confrontarsi  con i sempre più capelli grigi, i ricorrenti mal di schiena e con i primi colpi bassi della memoria.
Inevitabilmente il pensiero vola verso il futuro e alla domanda di come possa sorprenderci ancora la vita. La giusta risposta non è nell’elenco di tutte queste limitazioni che il trascorrere del tempo “ci regala”,  ma bensì in quel guizzo filosofico e magico che a che fare con l’anima e con il sentimento di giovinezza interiore che ognuno di noi dovrebbe coltivare.

reuma park

Ciò che identifica la comicità dei tre attori è l’essere surreale; quello del Reuma Park è un mondo fantastico e visionario con avventure che appartengono al  mondo onirico.

Tutto inizia con un incontro davvero speciale. I tre amici si ritrovano,  invecchiati di trent’anni, in un luogo che ricorda vagamente  un lager, dove aleggia la scarsa cordialità delle infermiere, tra le quali la russa Ludmilla,  impegnate unicamente a rammentare agli sfortunati vecchietti, che qui la felicità non è di casa. Così, questi ospiti cercano di combattere, ognuno a modo suo, quelle pretese tiranniche. Giacomo, con un’inseparabile pistola giocattolo, gironzola nelle viuzze del Reuma Park a bordo del suo bolide: una sedia a rotelle. Sempre attaccato ad una flebo di Barbera, scruta il mondo circostante con un diffidente occhio di sfida. La stessa sorte è toccata a Giovanni che ha ormai perso la memoria. Giocherellone di indole, dialoga con pesci rossi e piccioni, oltre a dar filo da torcere alle infermiere. Nonostante il luogo non concili allegria, Giovanni cerca in ogni angolo un particolare al quale appigliarsi per tornare a sorridere. E poi tocca ad Aldo, tristemente “parcheggiato” dai figli (Ficarra e Picone), sulla soglia della “ridente dimora”, dopo un lunghissimo viaggio in auto dalla Sicilia, proprio nel giorno di Natale. Ed è il suo arrivo che darà il via ad una fuga inverosimile dove saranno attori il sogno di Giacomo, la barca di Giovanni e l’entusiasmo dell’ultimo arrivato, facendo riaffiorare il grande desiderio di cambiamento: perché rimanere rinchiusi in un posto così triste? Perché non provare ad evadere da quello che sembra a tutti gli effetti un carcere con cecchini che sorvegliano l’uscita e che sparano a chi tenta di allontanarsi? Sarebbe questo il luogo dove trascorrere serenamente gli ultimi momenti della vita?

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Ed è così che la notte di Natale, proprio quando tutti gli altri sono alle prese con i festeggiamenti, tra panettone e spumante, tombola e musica, il vegliardo trio mette in atto una rocambolesca fuga, a bordo di un’arrugginita vespa sidecar, dove come compagni di viaggio hanno soltanto la loro determinazione e voglia, nonostante tutto, di vivere. Hanno in testa l’intenzione di raggiungere il Naviglio di Milano e di mettersi a remare per arrivare a Rio de Janeiro, impresa praticamente impossibile…. Ma sul pianeta dei tre indomiti vecchietti che esorcizzano il passare del tempo e l’avanzare dell’età, tutto può succedere …

In questo film, la storia non si limita al racconto paradossale di una fuga, ma vorrebbe evidenziare quell’ingenua follia che costantemente accompagna i tre protagonisti e la grande verità che si nasconde nel messaggio della pellicola: non esiste un’età per arrendersi, per smettere di lottare per l’affermazione di un’idea, di un amore, di un’amicizia. E’ quando non teniamo più testa al tempo che passa e ci lasciamo andare al suo lento trascorrere, senza più sorridere, che si invecchia e si muore realmente.

Si rimane male nel constatare che il tutto venga trattato con molta superficialità, avendo l’impressione di volere a tutti i costi coinvolgere lo spettatore in un’avventura surreale e paradossale. Sono veramente di scarso interesse l’inserimento nel film di “revivals” che vedono impegnati i tre protagonisti. Non c’è assolutamente bisogno di questi ”spezzoni di repertorio” per conoscere Aldo, Giovanni e Giacomo e alla fine appaiono solamente come riempitivi.

Veramente peccato, perché il messaggio che si vorrebbe cogliere è quello di sognare sempre e comunque, e quale migliore occasione, se non la Notte di Natale?

FUGA DA REUMA PARK

Maria Adelaide Valentini – 13 dicembre 2016

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