Slam – Tutto per una ragazza: la recensione in anteprima!

un film per genitori e figli.

Slam – Tutto per una ragazza: la recensione in anteprima!

Slam – Tutto per una ragazza, è un film che può essere considerato sia commedia che racconto di formazione, tratteggiando personaggi fortemente umani, con forti dubbi ma con altrettanti desideri, miranti a scoprire le proprie potenzialità.

La tematica della paternità precoce diventa un pretesto per parlare di possibilità, di scelte, di coraggio di prendere in mano il proprio destino con l’incoscienza tipica di chi affronta un “trick” con lo skate, rischiando fisicamente in nome della propria volontà ad affermarsi come individui.

I protagonisti di SLAM

A fare da spirito guida e voce over è il campione di skate Tony Hawkins al quale il protagonista, si ispira e da qui il titolo del film che nel gergo viene utilizzato per sostituire termini come sbattere, scaraventare e lanciare, ma ancora più nello specifico nel linguaggio dello skateboarding significa caduta rovinosa al termine di una evoluzione acrobatica.

Se trasporre un romanzo sul grande schermo è sempre una sfida complessa, lo è ancora di più se l’adattamento trasforma radicalmente anche il contesto nel quale avviene la storia. Il libro di Nick Hornby è ambientato nella sua Inghilterra ed è costruito sui rapporti e sulle convenzioni che le sono peculiari. Il film di Andrea Molaioli sposta il racconto nella Capitale e si può sicuramente affermare che l’esperimento non si possa dire perfettamente riuscito.

Nella messa in scena di due sedicenni come tanti, pieni di difetti ed insicurezze, non c’è spazio per l’idealizzazione. Sam, (Ludovico Tersigni) è un ragazzo imbranato con la passione per lo skateboard e scarsa esperienza nelle relazioni con il gentil sesso. Impacciato ed immaturo, come è giusto che sia a 16 anni, il suo piccolo mondo fatto di genitori separati, skateboard ed amici non troppo svegli viene sconvolto dall’incontro con la bella Alice (Barbara Ramella).

La ragazza, che ha alle spalle precedenti esperienze sessuali, non ha particolari vocazioni né talenti. Studentessa mediocre, sopravvive nel liceo scelto per lei dai genitori che la vogliono futuro avvocato nello studio paterno. Quando Alice scopre di essere incinta, decide di tenere il bambino per dare una svolta ad una esistenza che non sente sua e non la entusiasma.

Sulla scia di Nick Hornby, Andrea Molaioli mette in scena la volubilità e l’irrequietezza tipica dei sedicenni, sottolineando come i loro comportamenti siano spesso una reazione alla situazione familiare. Se i genitori di Alice sono la tipica coppia alto-borghese, conformista e decisionista, Sam deve destreggiarsi tra la madre (Jasmine Trinca), rimasta incinta anche lei a sedici anni, e lo scapestrato padre (Luca Marinelli) che, di fronte alla notizia che il figlio ha messo incinta una ragazza, gli consiglia la fuga.

E proprio questi genitori appena trentenni, rappresentano il prototipo di due adolescenti che, inevitabilmente falliscono nella guida genitoriale di un ragazzo costretto a diventare un adulto troppo presto.

Tutte queste tematiche trattate nel film, lo dovrebbero fortemente valorizzare, mentre al contrario la pellicola non risulta affatto convincente. Responsabile del non positivo risultato sicuramente sta nella trasposizione cinematografica; è, difatti, impossibile non notare la perdita di contenuto e atmosfera rispetto al romanzo di Hornby. Che si tratti di sagacia, di dinamismo e di semplicità narrativa che caratterizza lo scrittore britannico o di una sceneggiatura costruita in modalità che appare spesso poco curata, il risultato non cambia, il film non coinvolge e lo etichetta come meramente per adolescenti.

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