La Tenerezza – la recensione in anteprima

Una Napoli borghese con le sue contraddizioni e gli intrecci sentimentali, protagonisti del nuovo film drammatico di Gianni Amelio.

Una Napoli borghese con le sue contraddizioni e gli intrecci sentimentali, protagonisti del nuovo film drammatico di Gianni Amelio. La Tenerezza

La tenerezza, liberamente tratto dal romanzo “La tentazione di essere felici” di Lorenzo Marone è il nuovo film drammatico sceneggiato da Gianni Amelio con Alberto Taraglio, ambientato in una inedita Napoli borghese, contemporanea, con le sue contraddizioni e intrecci sentimentali; costantemente in bilico tra sorriso, violenza, tragedia e speranza. Sentimenti che si incrociano, quali la mancanza di amore paterno, un conflitto tra fratello e sorella, una serenità di coppia inesistente e l’aspetto più toccante, nei bambini che vedono e non possono ribellarsi.

La storia è ambientata in una Napoli che non è quella della malavita organizzata, ma quella di persone che hanno grandi e belle case, grandi professioni, senza problemi economici, che hanno però dentro un tarlo che potrebbe distruggerli.


Il film racconta la storia di due famiglie tra le mura domestiche, dove le gioie si uniscono a momenti di profondo sconforto, con un padre che vivendo con dei figli che non ama, alimenta, come conseguenza di tanta freddezza, rapporti contrastanti. La vita, all’apparenza felice, nasconde, in realtà, la pura tragedia, alimentata da tanto dolore e sentimenti che sfumano nel sorriso ma anche nella violenza, con la speranza sempre viva!
Il cast degli interpreti è quello delle grandi occasioni: le parti principali sono state affidate a Renato Carpentieri, Elio Germano, Micaela Ramazzotti e Giovanna Mezzogiorno.

 

“La Tenerezza” è un film che rappresenta il continuo fluire di sentimenti tra persone diverse, che sembra facciano di tutto per allontanarsi da qualsiasi forma di affetto ma che, in definitiva parla solo di storie d’amore che si incrociano. E’, come afferma lo stesso regista Gianni Amelio, un bisogno nei momenti di tragedia, quando si hanno tanti problemi: consiste nella necessità di dare tenerezza, ma soprattutto nel riceverla! Infatti tutti i personaggi della pellicola, non esprimono mai fino in fondo quello che pensano ma, lasciano intuire, attraverso i loro atteggiamenti la dolorosa realtà che vivono e nella quale celano quel desiderio di dare e ricevere amore.

Lorenzo (Renato Carpentieri), è il vero, grande protagonista di questo film che riesce egregiamente a mettere al centro della scena l’inquietudine di vivere, la volontà di non spiegare il perché si provano certe sensazioni. Infatti gli risulta facile parlare solo con suo nipote Francesco, proprio perché ai bambini si può dire tutto.
Film decisamente drammatico, riesce nella non facile impresa di mettere in scena persone che sbagliano, non perché malvagie ma, unicamente perché troppo deboli e di porre lo spettatore nella condizione né di assolverle, né tanto meno di condannarle ma, di provare nei loro confronti una “pietas” che forse è il vero filo conduttore di tutto il film.

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