Pirati dei Caraibi – la vendetta di Salazar: la recensione in anteprima

NO SPOILER!

Sono passati 14 anni dalla “Maledizione della Prima Luna” e anche nel mondo dei Pirati dei Caraibi si stanno succedendo le generazioni di pirati.

In questo quinto capitolo della saga, arrivato a sei anni dall’ultimo episodio, “Oltre i Confini del Mare”, si vede tutta la volontà di coinvolgere una buona fetta di pubblico che i primi episodi probabilmente non li poteva ancora comprendere a pieno o addirittura andare a vedere al cinema.

Un esperimento (molto riuscito, personalmente parlando) di quello strano fenomeno chiamato “Retromania”, per il quale vengono riproposti personaggi, storie, saghe ed episodi provenienti da un passato relativamente recente per far illudere il pubblico che il tempo non sia proprio passato così veloce o, almeno, invano.

I personaggi sono sempre gli stessi, con l’aggiunta del cattivo di turno, stavolta cattivissimo e ancor peggio di qualsiasi giubba rossa o tremendo pirata maledetto, davvero impossibile da battere… o quasi.

Inarrestabile Johnny Depp nei panni di Jack Sparrow, come sempre, quasi ancor più convincente ogni episodio di più, nonostante l’apparizione di un giovanissimo Jack Sparrow in un flashback coinvolgente ma non altrettanto convincente.

Effetti speciali a cui ci hanno ormai abituato ma che ci lasciano comunque a bocca aperta, grazie anche a degli effetti 3D che un paio di volte sono riusciti a farmi sobbalzare sulla poltrona del cinema… ma io sono facilmente impressionabile, quindi probabilmente non faccio molto testo.

I nuovi personaggi riescono a non far rimpiangere i vecchi, raccogliendo un testimone che non verrà mai del tutto abbandonato, così come ci conferma la clip finale dopo i titoli di coda (sembrano interminabili, un po’ lo sono, ma finiscono… anche se praticamente ci fanno rendere conto che un’intera città ha lavorato alla realizzazione di questo film!).

Una serie di attesissimi ritorni rende felici i più affezionati fan della saga, anche se probabilmente molti di loro troveranno da ridire sulla scelta operata nel finale… ma io non sono tra questi: sono uscita dalla sala con un sorriso stampato in volto e la convinzione che la Disney, ancora una volta, ha perfettamente capito quello che voleva il proprio pubblico.

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