Wonder Woman – La recensione in anteprima #2

Una donna in un mondo di eroi, decisa a salvarlo dalla catastrofe

Wonder Woman – Una donna in un mondo di eroi, decisa a salvarlo dalla catastrofe

Trama

Nata Diana di Themyscira, principessa delle amazzoni, cresciuta su un’isola paradisiaca, fin da bambina Wonder Woman (Gal Gadot), è stata protetta da sua madre, la regina Hippolyta (Connie Nielsen) e dal suo popolo. Nonostante ciò, ha dovuto affrontare prove durissime e faticosi allenamenti per diventare una combattente invincibile, scoprendo le sue doti nascoste, abilità innate fuori del comune, investendola di una responsabilità che sconfina dal suo piccolo regno. L’arrivo del pilota americano, Steve Trevor (Chris Pine), costretto ad un atterraggio di emergenza, la mette di fronte ad una verità che non può ignorare: tra gli uomini imperversa un atroce conflitto mondiale e convinta di poterlo fermare, al fianco dell’uomo appena conosciuto, si dirige verso un mondo di cui ha sentito parlare soltanto nelle fiabe della buonanotte.

Nessuno come Wonder Woman

Creata da una fervente femminista, William Moulton Marston nel 1941, le sue storie mostravano toni inediti e atteggiamenti femminili impensabili per l’epoca; per questo motivo le sue pubblicazioni furono duramente represse, mutate e chiuse fino agli anni ’80.

La caratteristica principale di Wonder Woman, è di non somigliare a nessun altro supereroe

Nonostante rispecchi caratteristiche simili a molti altri: forte e veloce come Superman, capace di guarire in fretta da ogni ferita, immune dal controllo mentale e capace di “sentire” trappole magiche. Il modo in cui agisce, le motivazioni che la spingono e l’interazione che ha con il mondo è completamente diversa e proprio in questo sta il suo femminismo: non agire come un uomo e proporre un atteggiamento differente, vincente ed autonomo.
Nel contesto in cui viviamo, dove le donne sono sempre più portatrici di un punto di vista, di un atteggiamento e di un “eroismo” differente, Wonder Woman ci appare più attuale che mai.
Molto si è detto sul fatto che sarebbe stata Gal Gadot ad interpretare l’eroina del film, in teoria non adatta, ma perfetta nella pratica. Proprio questo genere di dibattito e di polemica è parte di quella forza che il corpo della donna ha ancora nel contesto sociale e quindi del fascino e del successo nella cultura popolare.

Zack Snyder e Patty Jenkins

È un segno importante che il produttore sia Zack Snyder, regista che ha sempre dimostrato una passione ed un occhio non comuni verso il concetto di forza. Nei suoi personaggi ne è sempre presente una morale o fisica; uno sparo o uno schiaffo, nei suoi film, sanno essere un’affermazione di superiorità odiosa, umiliante o gloriosa e necessaria a seconda di chi la compia.
Non solo il personaggio principale, ma anche la regia è femminile: dietro la macchina da presa c’è infatti Patty Jenkins, la statunitense che ha diretto il dramma Monster che valse l’Oscar a Charlize Theron.

 

Conclusioni

Wonder Woman nasce per essere più forte degli uomini ma anche intelligente e bella, per poter essere tutto a partire da una forza non comune.
Film in cui la storia d’amore non è fondamentale per accattivarsi un pubblico femminile, ma parte della definizione del personaggio, la risoluzione non è solo violenza finalizzata alla supremazia fisica, ma considerazione di percorsi e tattiche diverse.

Mettere una donna al centro di un film d’azione significa darle un senso che supera la sola esposizione e movimento di un corpo, che vuole mostrare cos’è un’eroina secondo l’antica Grecia, reintroducendo il ruolo di una donna in un mondo di eroi, cosa che gli antichi greci avevano già compreso, meglio di quanto lo comprenda la nostra generazione, così “evoluta”.

Categorie
RecensioniWideNews

Le Ultime Novità: