Cane Mangia Cane: la recensione in anteprima

Racconto noir, dove si mescola uno stile freddo e descrittivo con dialoghi degni del regista Quentin Tarantino

Cane Mangia Cane: la recensione in anteprima

Racconto noir, dove si mescola uno stile freddo e descrittivo con dialoghi degni del regista Quentin Tarantino.

Il film “Cane mangia cane”, del regista e sceneggiatore Paul Schradern (American Gigolò, The Canyons), presentato a Cannes, è tratto dal libro di Edward Bunker. Dove non è difficile comprendere l’aspetto noir del racconto e l’omaggio che lo scrittore vuole rendere al suo amico e collega Quentin Tarantino.
I tre protagonisti, Disel, Mad Dog e Troy Cameron, sono legati tra loro dalla comune esperienza del riformatorio.

Tutti e tre irrimediabili criminali ma diversi nella personalità e psicologia.

Disel, il “quasi” normale, vive di modesti crimini su commissione, è contro il delitto gratuito e ha una sua “morale” retaggio di un’educazione religiosa ricevuta nell’infanzia e che lo espone alla paura e ai sensi di colpa. Mad Dog è invece un pazzo sanguinario che uccide chiunque gli crei problemi o fastidio. Senza nessuna remora, anche se la vittima è un bambino o una donna indifesa. Dominato dalla droga è pervaso da un unico sentimento: l’ammirazione assoluta per Troy Cameron, il terzo protagonista del film. Colto ed intelligente, Troy conserva il rimpianto per una vita diversa. Ma che sa di non poter avere in quanto la società che lo circonda non glielo permette. Fa da sfondo a questo insolito trio una California crudele, con paurose divisioni di classe. Dove la disperazione più cupa convive con la ricchezza più esibita. Dove in pochi minuti si passa dalle ville sontuose ai ghetti dove si incontrano solo droga e violenza. L’insolito terzetto è unito dal crimine come mestiere, con un suo senso dell’orrore ed una lucida, ma folle passione.

Da tutto ciò è inutile anche solo tentare di uscire!

Mai come in questo film, è importante capire l’esperienza di vita dello scrittore del romanzo da cui è tratto il film. Edward Bunker, ha vissuto una serie di esperienze nei penitenziari di Stato e negli istituti di pena federali. Dove ha potuto scoprire la sua vocazione di lettore prima e di scrittore poi. Nei suoi romanzi, impietosi nella durezza espressiva, il mondo del crimine, la droga, il rovesciamento delle regole morali. L’inevitabile conclusione di queste storie di sangue e denaro, appaiono con tutta la forza della realtà, non concedendo nulla al lettore. Nessuna pietà o solidarietà per la vittima, perché nessuno è innocente: nessuna complicità con il carnefice. Perché lui stesso sa che, le sue azioni, sono frutto di una disperazione senza vie di uscita.

Cane Mangia Cane

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