Jumanji – Benvenuti nella Giungla: La recensione in anteprima

Dal liceo a una giungla videoludica, quattro ragazzi costretti a vincere a jumanji assumendo le sembianze dei rispettivi avatar.

Jumanji – Benvenuti nella Giungla: La recensione in anteprima
Dal liceo a una giungla videoludica, quattro ragazzi costretti a vincere a jumanji assumendo le sembianze dei rispettivi avatar.

1996: la scatola del gioco da tavolo jumanji viene trovata su una spiaggia, esattamente dove l’avevamo lasciata nel film originale; ma quando il ragazzo che se la porta a casa capisce di cosa si tratta, ne rimane molto deluso perché è interessato solo ai videogame. Nella notte il gioco si trasforma in una cartuccia per console che oggi viene ritrovata da quattro liceali in punizione, che scelgono i personaggi restanti di un gioco per cinque player. Commettono però l’errore di interrompere la partita, finendo così intrappolati nel gioco e nel corpo dei personaggi che avevano scelto.

Il nerd è un fusto, il nero da atleta, spalla comica, la ragazza asociale è una sventola che scalcia a ritmo di musica e la reginetta, perennemente in cerca di like sui social, si ritrova nel corpo di un uomo di mezza età in sovrappeso. Insieme dovranno superare varie sfide e riportare un gioiello incantato in cima a una montagna: solo così potranno ritornare a casa.

Sequel del celebre film di Joe Johnston del 1995 che vedeva protagonista Robin Williams, Jumanji 2 – Benvenuti nella giungla, proietta lo spettatore direttamente nella natura incontaminata e una volta premuto il tasto start, i ragazzi scoprono con orrore di essere finiti in una folle prova di sopravvivenza; guai ad innescare il game over, si rischia di restare bloccati nella giungla come Alan Parrish, vent’anni prima!

Come lui, che nel primo Jumanji, superando le proprie paure affronta la figura paterna, anche qui, i quattro ragazzi affrontano attraverso sfide a livello del mondo di Jumanji, le proprie insicurezze. Diventando qualcun altro, si lasciano alle spalle le loro fragilità e debolezze, realizzano di avere fiducia nelle loro possibilità e compiono gesti ed azioni ritenute fino a quel momento impossibili. Comprendono attraverso il gioco che inevitabilmente arriva, quel momento della vita, dove o per scelta o per casualità, ognuno di noi accetta “ciò che è”!

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