Tre manifesti a Ebbing, Missouri – Recensione in anteprima

Quante sfaccettature può avere l’animo umano? Tre manifesti a Ebbing Missouri, nelle sale italiane dall’11 gennaio, racconta la storia di una donna che ha perso la figlia, assassinata da...

Quante sfaccettature può avere l’animo umano?

Tre manifesti a Ebbing Missouri, nelle sale italiane dall’11 gennaio, racconta la storia di una donna che ha perso la figlia, assassinata da ignoti. La polizia, a suo modo di vedere, non ha fatto abbastanza per cercare i colpevoli. Inizia così una guerra personale per cercare di smuovere un sistema immobile.

Martin McDonagh sceneggiatore e regista del film racconta l’epopea dell’animo umano nelle sue più incredibili sfaccettature utilizzando fato, casualità e vita per dare profondità a una storia serva del racconto.
Ogni personaggio è caratterizzato in maniera profonda, ognuno di loro è padre, madre, marito moglie, figlio o figlia, vittima o carnefice. Ognuno di loro vive in più direzioni e cresce, matura con il passare dei minuti. Ognuno di loro cambia sotto i vostri occhi, li odierete e li amerete perché sono semplicemente essere umani.
Rimorsi e ricordi, speranze e vanità si alternano in un valzer folle come la vita.
Tre manifesti a Ebbing Missouri non vi lascerà impassibili, vi farà ridere, piangere e arrabbiare.

Un film che ricorda le migliori firme dei fratelli Coen (A proposito di Davis per esempio). Profondamente drammatico, ironicamente sobrio.

La regia è pulita, senza sbavature. Mai confusa e centrata sui personaggi. Notevole la fotografia tra notturno e diurno, esterni e interni. Sulla recitazione bisogna lodare la sempre impeccabile Frances McDormand e il già vincitore del Golden Globe Sam Rockwell.

Non mancate l’appuntamento al cinema dall’11 gennaio. Il film ha vinto il Golden Globe come miglior film nella sua categoria e adesso è candidato a 9 Bafta in attesa della magica notte degli Oscar.

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