L’ORA PIU’ BUIA: La recensione in anteprima

Quando Churchill rifiutò di cedere ad Hitler

L’ORA PIU’ BUIA: La recensione in anteprima
Quando Churchill rifiutò di cedere ad Hitler

Maggio 1940: le truppe tedesche invadono il Belgio e subito dopo la Francia, mettendo in allarme la Gran Bretagna, con il Parlamento che spinge alle dimissioni il Primo ministro in carica Neville Charmberlain (Ronald Pickup), il successore prescelto sarebbe il visconte Halifax (Stephen Dillane), che però rifiuta l’incarico, a questo punto assegnato senza troppa convinzione – nemmeno da parte di Re Giorgio VI (Ben Mendelsohn) – a Winston Churchill (Gary Oldman), l’unico politico di peso ben accetto anche dall’opposizione.

Con i tedeschi a un passo dall’invasione del Regno Unito, il suo ruolo richiede subito interventi decisivi, soprattutto sulla posizione da tenere con la Germania di Adolfo Hitler: combattere fino alla fine delle proprie risorse o procedere con un negoziato? E’ urgente anche trovare un modo per tentare di salvare circa 300mila soldati britannici intrappolati a Dunkerque, dove l’opinione condivisa dai più afferma che già salvarne il 10% sarebbe da considerare un gran successo.

La situazione in Europa è sempre più disperata: le nazioni alleate continuano a fallire contro le truppe naziste quando Churchill viene eletto, a sorpresa e con urgenza. Con il sostegno della moglie Clemmie, al suo fianco da 31 anni e dell’instancabile segretaria Elizabeth Layton, Churchill resisterà al momento buio che sta vivendo la sua nazione, anche con i suoi discorsi, con il cambiare il corso della storia mondiale per sempre dicendo no all’egemonia di Hitler.

Il film racconta quel momento cruciale concentrandosi su un periodo storico limitato della storia inglese. I fatti narrati vanno dal 10 maggio al 4 giugno dello stesso anno, periodo durante il quale contro ogni probabilità Winston Churchill si trasforma nello statista che tutti ricordano ancora oggi. Sprezzante degli stolti vicini e deciso a resistere al nemico lontano, Churchill prende il comando del Paese e lo guida a suon di parole fuori dall’ora più buia e verso la vittoria.
Probabilmente non c’era bisogno di un altro film su Winston Churchill , ma davanti alla performance di Gary Oldman ci si ricrede. L’homburg di feltro, il grosso sigaro, il panciotto, la voce grassa, il corpo goffo, il whisky (sempre) alla mano, lo rendono una sfida irresistibile per qualsiasi attore. Se sei un artista di eminenza e hai raggiunto l’età e la rotondità necessarie, per un attore è un rito di passaggio, un privilegio non privo di responsabilità.
Dietro al trucco riconosciamo lo sguardo di Oldman, con la facoltà incredibile di terrorizzare. Il re ha paura, la segretaria ha paura, l’emaciato Lord Halifax ha paura, hanno tutti paura di questa forte eloquenza e capacità espressiva in grado di mandare la parola sui campi di battaglia. Thriller politico , il film di Joe Wright ripassa una drammatica pagina storica, un momento in cui il nemico si muoveva dall’esterno e dall’interno, attraverso l’impassibilità di Lord Halifax, che voleva patteggiare con i nazisti e minare la posizione parlamentare di Churchill.
Ma quest’uomo, alzando l’indice e il medio, avvertì gli inglesi: ”ci vorranno sangue, fatica, lacrime e sudore, ma alla fine vinceremo”. E “alla fine” Winston Churchill salvò l’Inghilterra… e non solo!

Categorie
RecensioniWideNews

Le Ultime Novità: