LADY BIRD: La recensione in anteprima

La gioventù: l’unica stagione in cui si possono aprire le ali e volare

LADY BIRD: La recensione in anteprima
La gioventù: l’unica stagione in cui si possono aprire le ali e volare

Diretto e sceneggiato da Greta Gerwing, Lady Bird può definirsi un romanzo di formazione che va dall’ambiente scolastico, in cui si annidano tutte le storie adolescenziali, a quello familiare, dove ci si sente incompresi, al primo amore, alla scoperta del sesso e della problematica omosessuale. Si racconta dell’adolescente che deve imparare a camminare da sola e che da “Lady Bird” deve diventare Christine McPherson, affrontando il futuro che l’aspetta, lasciando la provincia per la città. Sentirsi insoddisfatti, quando si è giovani, è normale; si è pervasi dal desiderio di allontanarsi dalla propria esistenza sognando un futuro diverso, anche quando questo diventa velocemente presente, nel susseguirsi dei riti di passaggio che segnano il percorso verso la vita adulta.

Christine si è ribattezzata Lady Bird, frequenta la scuola cattolica, vive a Sacramento e sogna New York, la sua casa è dalla parte sbagliata della ferrovia e spera un giorno di abitare in un bel posto. Innamorandosi, litigando con i genitori, abbandonando le amicizie, affronta le consuete, anche se uniche per ogni adolescenti, difficoltà dell’età, approcciandosi all’ultimo anno delle superiori come su di un trampolino di lancio, per iniziare veramente la sua vita.
Con la fotografia di Sam Levy, le scenografie di Chris Jones e le musiche di Jon Brion, Lady Bird pone l’attenzione sulle relazioni che ci formano, descrivendo il legame turbolento tra una madre e la figlia adolescente. Quando si hanno sedici anni come Christine, è normale vedere il mondo con occhi diversi, dominati dalla sicurezza che la propria vita sia da qualche altra parte pronta ad aspettarti. Giungendo a rinnegare le proprie origini e il proprio nome, la protagonista, con un gesto creativo si ridefinisce Lady Bird, un soprannome che le calza a pennello, con la consapevolezza che presto dovrà lasciare il nido in cui è cresciuta.

Il film può definirsi un racconto di formazione delle ragazze con i loro problemi di crescita e del rapporto emozionale con le altre persone, che siano familiari o amiche, nel periodo più difficile della loro maturazione. Anche se i temi trattati siano di indiscutibili attualità e concretezza della sfera femminile, spesso la pellicola si snoda con lentezza e facile prevedibilità nel finale.

 

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