Piccole Donne, la recensione della serie TV della BBC

Piccole Donne della BBC aveva tutto per poter piacere e invece… Un’ottima produzione, la stessa BBC, un’ottima regista, Vanessa Caswill, una grande sceneggiatrice Heidi Thomas (due volte candidata agli...
Piccole Donne - review

Piccole Donne della BBC aveva tutto per poter piacere e invece…

Un’ottima produzione, la stessa BBC, un’ottima regista, Vanessa Caswill, una grande sceneggiatrice Heidi Thomas (due volte candidata agli Emmy Awards per Cranford e Upstairs Downstairs) e un cast sontuoso: Angela Lasbury, Michael Gambon, Emily Watson e le giovanissime Kathryn Newton, Maya Hawke, Willa Fitzgerald e Annes Elwy nel ruolo delle figlie di casa March.
Completano il cast Jonah Hauer – King nel ruolo di Laurie, Julian Morris in quelli del suo insegnante John Brooke, Dylan Baker in quello del Signor March e Mark Stanley in quelli del professor Bhaer.

Piccole Donne recensione della serie TV BBC

Cosa non convince allora dell’ennesima trasposizione di uno dei romanzi più amati da legioni di ragazze?

La prima cosa è purtroppo l’atmosfera inglese. Lo dico con molta tristezza perché io adoro le atmosfere old british che però c’entrano con piccole donne come i cavoli a merenda.

C’è bisogno di dire che Piccole Donne è ambientato durante la guerra civile americana? Penso di no. E se tale guerra è sullo sfondo è giusto dire che due personaggi principali, John e il signor March, vi partecipano perché pieni di ideali di libertà. Onestamente tutto questo non si sente nella miniserie inglese. È tutto molto freddo e distante.

La seconda cosa che io trovo veramente irritante è come sia stata ritratta Beth. Sia a livello fisico: sta povera creatura sullo schermo, salvo eccezioni, pare sempre una cozza. E nel romanzo della Alcot viene detto che è una bella ragazza.

Sia a livello psicologo. Il suo unico scopo pare essere quello di schiattare e far soffrire da cani Jo. La sua passione per il pianoforte e la musica? Non pervenuta. La sua immensa generosità verso i più poveri? Idem. Tutto talmente veloce che non arriva nulla. E se c’era la scena in cui il signor Laurence le regala il piano beh non la ricordo.

E oltretutto si rovina pure la scena alla spiaggia dove Jo, da sola, capisce che la sorella sta morendo. Nel libro. Nella miniserie no è Beth che lo dice. Dò atto che quando Jo ne parla alla ,madre è reso bene il tutto ma ammetto di preferire l’abbraccio silenzioso tra madre e figlia nel libro, dove la seconda non deve dire niente perché la madre ha capito.

Piccole Donne – recensione

Altra cosa proprio non riuscita è la storia d’amore tra Amy e Laurie così come quella tra Jo e il signor Bhaer. È tutto molto insipido nella miniserie. Niente a che vedere con la passione vibrante delle due coppie nel libro. Sia la scena della barca sia quella sotto l’ombrello sono state rese male, complice l’insulsaggine degli interpreti di Laurie e del professor Bhaer.  

Tagliata e mal resa tutta la parte di Meg che matura come madre e moglie dove lei impara grazie alla madre che non può mettere da parte suo marito, come compagno di vita e come padre dei suoi figli, se vuole che la loro unione regga.

Tra l’altro tale lezione è attuale sia per le madri sia per i padri ma tant’è!  

Piccole Donne: L’errore più grosso è aver concentrato 2 libri in 3 episodi quando  servivano almeno 4 puntate per ognuno di essi.

Le uniche cose che ho apprezzato sono Emily Watson come Signora March e Maya Hawke come Jo. Non male Gambon come signor Laurence e Angela Lasbury come zia March però troppo sullo sfondo.

La migliore è proprio Maya Hawke capace di rendere la forza e l’intelligenza di Jo senza sembrare stucchevole.

Nota di biasimo finale per il costumista degli uomini. Parevano tutti infagottati che veniva voglia di strappargli i vestiti di dosso e non per strane voglie sessuali.

Miniserie  Bocciata.      

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