Ant-Man and the Wasp recensione in anteprima

In sala dal 14 agosto
Marvel's Ant-Man and the Wasp

Torniamo a parlare del Marvel Cinematic Universe con il film “Ant-Man and the Wasp“.

Dopo gli eventi di “Captain America: The Winter Soldier”  Scott Lang (Paul Rudd) è agli arresti domiciliari, vuole riprendersi la sua vita e cercare di essere un padre stabile e presente per sua figlia Cassie.
Nel mentre Hank Pym (Micheal Douglas) e sua figlia Hope Van Dyne (Evangeline Lilly) cercano un modo per far tornare Janet Van Dyne (Michelle Pfeiffer) in balìa del  mondo quantico  da 30 anni.
Per fare ciò avranno bisogno nuovamente che Scott indossi la tuta di Ant-Man e che collabori con Hope nelle vesti di The  Wasp.

Ant-Man and the Wasp recensione in anteprima

Per capire dove sono effettivamente collocati gli eventi narrati, bisognerà aspettare la prima clip dei titoli di coda(ce ne sono due come nella maggior parte dei  film del MCU), è interessante vedere come la Marvel riesca ad incastrare perfettamente il tutto per completare il grande puzzle di questa gigantesca  produzione, questo è l’ottavo film della fase 3 e sarà anche l’ultimo che vedremo nel 2018.

Alla regia abbiamo sempre Peyton Reed e  Paul Rudd torna a  vestire i panni dello sceneggiatore oltre che del protagonista, due punti fermi che permettono alla continuità della trama di rimanere stabile anche se l’assenza di Edgar Wright, sceneggiatore del primo film, si sente.

Il regno quantico è il fulcro principale della story line, tutto il film gira intorno a questo e al tentativo di fare tornare la madre di Hope.
Talvolta la questione è talmente ridondante che persino uno dei personaggi fa una battuta sul fatto che in ogni discorso si metta la parola quantico.
Sicuramente è un forte riferimento al prossimo Avengers, di cui non sappiamo ancora il sottotitolo, e che vedremo nel 2019.

Notiamo subito che i personaggi di Scott e di Hope, non sono più eroe e scienziata come avevamo visto precedentemente, ma sono partner sul campo di battaglia in una situazione che coinvolge emotivamente entrambi da vari punti di vista. Alcune scene rendono meglio di altre, comunque si nota una determinata alchimia tra i due.
Non sempre le gag sono funzionali e alcune di quelle che si vedono interrompono il ritmo della scena.

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Ant-Man and the Wasp recensione in anteprima

 

Torna il personaggio di Luis, interpretato da Ryan Peña, a cui sono affidati la maggior parte dei momenti comici che funzionano nel film e la piccola Cassie (Abby Ryder Fortson) che crede fermamente nelle capacità del padre come Ant-Man.
Tra i volti nuovi abbiamo Janet Van Dyne, la madre di Hope e moglie di Hank, personaggio misterioso e multi sfaccettato interpretato da Michelle Pfeiffer  e Bill Foster (Lawrence Fishburne) scienziato e collega di Pym ai tempi dello S.H.I.E.L.D.

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Ant-Man and the Wasp recensione in anteprima

Non c’è eroe senza villain e in questo caso ne abbiamo 2, il più importante è  Ghost(Hanna John Kamen) che arriva direttamente dal passato di Pym, personaggio molto interessante, ma poco sfruttato.
Ultimamente la Marvel ha la tendenza ad aumentare i cattivi nei vari film, vedi Sultur e Hela in Thor Ragnarok, una scelta che non è  sempre  azzeccata, come in questo caso, dato che è proprio il fattore villain uno dei punti deboli della pellicola.

Tra l’alternarsi di scene action, effetti speciali, alcuni molto interessanti altri ripetitivi, spiegazioni e gag le due ore scorrono veloci, ma questo sequel dedicato ad Ant-Man  non riesce ad avere  quel quid in più  e la stessa freschezza narrativa del precedente.

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