MAMMA MIA! CI RISIAMO – la recensione

… tra passato e presente …
Mamma Mia

MAMMA MIA! CI RISIAMO
… tra passato e presente …

Per essere all’altezza di mamma Donna (Meryl Streep), l’ormai adulta Sophie (Amanda Seyfried) sta rimodernando l’hotel di famiglia, in previsione di una grande inaugurazione. Mentre Sophie fa il bilancio della sua vita e del suo rapporto con Sky, vecchi e nuovi volti approdano sull’isola, e nel frattempo si indaga sui famigerati tre incontri di una giovane Donna (Lily James) con gli aitanti Sam, Harry e Bill, nel fiore dei loro anni più belli: quelli della spensieratezza e degli incontri che l’hanno portata a diventare la donna forte mostrata nel primo film. In una serie di flashback verrà quindi raccontata la storia dell’incontro con i tre uomini della sua vita, mentre nel presente Sophie sta portando a termine il sogno di sua madre: aprire sull’isola un albergo di lusso, ma quali sono le sue radici?
Il colossale successo del primo Mamma mia!, diretto da Phyllida Lloyd, basandosi sul musical di Catherine Johnson, ebbe come risultato il rilancio degli ABBA, che dopo dieci anni e alla vigilia di un nuovo tour, ci troviamo di fronte al sequel MAMMA MIA!

Il film è un misto di tradizione e innovazione. Nonostante un cast ricco di volti nuovi agli affezionati spettatori del musical, molti aspetti non cambiano.
Il film, andando avanti e indietro nel tempo, vorrebbe dimostrare come le relazioni costruite nel passato, possano funzionare anche nel presente. Lily James, la nuova arrivata nel cast, anticipa con convincente allegria, sensualità e dinamismo quello che la Streep comunica in chiave nostalgica. Diverte riconoscere i lineamenti degli attempati tre papà nei tre giovani attori chiamati a interpretarli nel passato, Jeremy Irvine (Sam), Josh Dylan (Bill) e il simpatico tonto Harry (Hugh Skinner). Ciò non toglie che il sequel perda qualche colpo nel momento in cui i flashback vengono accantonati in favore del picco emotivo della storia principale, ansiosa di ripercorrere note e dinamiche dei protagonisti. Dancing Queen rimane irresistibile, ma appare come un déjà vue, dove nemmeno il ‘colpo di scena’ finale dell’apparizione della nonna di Sophie, interpretata da una platinata Cher, riesce a sminuire.

Nell’azzurra messinscena del secondo musical incentrato sulle hit del gruppo scandinavo, il film mostra come a volte, quando un’idea è ottima e risulta completa e soddisfacente nella sua prima forma, non è detto che alla fine raggiunga risultati altrettanto sperati. Sarà perché le canzoni più emozionanti ed energiche degli Abba sono state utilizzate tutte per il primo lavoro cinematografico, e perché si pensava di andare sul sicuro che si è finiti così per sbagliare.

Mamma mia! – Ci risiamo, in definitiva sfodera una moderata personalità nei flashback, ma vive di rendita per tutto il resto del film, facendo leva sull’eventuale simpatia che il pubblico prova per i personaggi, sulla sua voglia di incontrarli di nuovo nei tramonti da cartolina di una Grecia idealizzata, anche se manca più di qualcosa: la scrittura si presenta lacunosa e in alcuni momenti davvero prevedibile e scontata. Tutto ciò Meryl Streep, da grande professionista, alla quale non interessa puntare all’aspetto “cassetta”, lo ha intuito alla grande e consapevole del trascorrere del tempo, ne sono passati ben dieci di anni, dal primo “Mamma mia”, ha prestato la sua immagine soltanto per pochi minuti, regalandoci senza ombra di dubbio, momenti fantastici!

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