La donna dello scrittore: La recensione in anteprima

Due vite che aspirano a riprendere in mano il proprio destino
La donna dello scrittore
La donna dello scrittore

La donna dello scrittore: La recensione in anteprima
Due vite che aspirano a riprendere in mano il proprio destino

Come nel romanzo, Transit di Anna Seghers, nel film, La donna dello scrittore, ambientato nel 1944, si vedono le truppe tedesche avanzare verso Parigi. Il protagonista (Franz Rogowki), è un rifugiato tedesco che fugge nella citta di Marsiglia poco prima dell’arrivo delle truppe della Germania. George è disperato e non ha nulla con sé, tranne una borsa con dei documenti di uno scrittore, Weidel, morto suicida per sottrarsi alle persecuzioni, contenenti un manoscritto e alcune lettere che gli permettono di assumere l’entità dello scrittore morto. Grazie a un lasciapassare dell’ambasciata americana, contenuto nella borsa, otterrà un passaggio in nave per raggiungere il Messico, in quanto a Marsiglia possono rimanere solo coloro che sono in “transito”. L’incontro con la bella e misteriosa Marie (Paula Beer) cambierà il suo destino e ne scaturirà una storia d’amore impossibile e malinconica.

La donna dello scrittore

La donna dello scrittore

Nonostante il racconto originale sia ambientato in anni passati, il regista ha sentito la necessità di spostare la vicenda nel presente evitando la ricostruzione d’epoca, offrendo così un nuovo significato alla storia. Questa trasposizione temporale evidenzia però, una struttura decisamente troppa letteraria, affidando alla voce narrante la descrizione dei sentimenti e dei pensieri dei protagonisti come se gli attori non fossero capaci di esprimerli, mentre al contrario ci regalano eccellenti interpretazioni. Questo aspetto negativo però, non inficia l’accurata descrizione dei luoghi che diventano la confluenza di coloro che stanno sfuggendo a una persecuzione e che sono dei fantasmi degli esseri umani, essendo le loro esistenze sospese tra la vita e la morte che si avvicina giorno dopo giorno. Il tutto avviene in una città di “transito”, in una Marsiglia, apparentemente vista come una solare città di mare, ma che è in realtà un luogo di intreccio di vite che aspirano a tornare a vivere e che tendono a poter riprendere in mano un destino che non riguarda solo loro.

La donna dello scrittore, conclusioni

La donna dello scrittore, diretto da Christian Petzold, trascina lo spettatore in un labirinto di suggestioni, di narrazioni e connessioni tra lo scenario della Seconda guerra mondiale e il piano politico attuale, ma fa porre anche la domanda: nei giorni che precedono la partenza, fino a che punto il protagonista potrà spingersi per tenere nascosta la sua doppia entità?

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