Stan Lee: un vero Super Eroe ci lascia.

Una news che non avremmo mai voluto pubblicare

“Il Sorridente” come il mondo dei comics e non solo l’aveva soprannominato, abbandona il nostro mondo lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di tutti Noi.

 

Stan Lee, il leggendario scrittore, ed editore della Marvel Comics, un vero supereroe per gli amanti dei fumetti, è morto all’età di 95 anni, lunedì mattina al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles. Non ha segnato solo l’Universo Marvel essendone il creatore, ma ha ridefinito il concetto stesso di Super Eroe, introducendo innovazioni quali continuity, Super Eroi con debolezze e insicurezze, l’universo condiviso e la famosa frase simbolo del mondo Marvel :”with great power comes great responsibility (con grandi poteri derivano grandi responsabilità –  Amazing Fanatsy #15 (1962), frase che pur non essendo stata creata da Stan Lee, ha cambiato per sempre l’anima dei Super Eroi.

with great power comes great responsibility

with great power comes great responsibility

Ecco una breve biografia del Mitico Stan “Il Sorridente” Lee:

Il 28 dicembre 1922, Manhattan, New York nasce Stanley Martin Lieber primogenito di Jack e Celia Lieber. Fin da ragazzo fa parecchi lavori e nel contempo studia. Dopo essersi diplomato alla DeWitt Clinton High School, entra nel WPA Federal Theatre Project. Nel 1939 è assunto come tuttofare alla casa editrice Timely Comics diretta da Martin Goodman.

Nel 1941 ha la sua grande occasione! Gli è chiesto di sceneggiare una storia di Capitan America Comics n.3, dal titolo “Capitan America the Traitor’s Revenge”. In questo numero che Stan Lee inventa l’effetto rimbalzo dello scudo per colpire i nemici. Azione ormai divenuta classica per Captain America. Non sentendosi sicuro del suo futuro come scrittore di fumetti, pensava di usare il vero nome per opere più importanti. E preferisce firmarla con un pseudonimo che gli avrebbe portato un incredibile fortuna, ovvero si firma: Stan Lee.

Martin Goodaman decide di dare fiducia a al giovane Stan e gli permette di creare nuovi personaggi quali Destroyer, in Mystic Comics n.6,  Jack Frost in USA Comics n.1 e Father Time, in Captain America Comics n.6. Nel frattempo i due autori cardine della Timely Comics Joe Simon e Jack Kirby entrano in contrasto con Martin Goodman e abbandonano la casa editrice. Goodman decide, avvedutamente, di nominare l’appena diciannovenne Stan Lee, caporedattore della divisione fumetti. Ma dopo i primi successi il nuovo lavoro si interrompe a causa dell’entrata in guerra degli USA nel 1942 che obbliga i giovani americani, tra cui Stan Lee, ad arruolarsi.

Ritorno in patria

Conclusasi la Seconda Guerra Mondiale, Stan Lee torna alla Timley, che negli anni ’50, cambierà nome in Atlas Comics, nel 1947 si sposa con Joan Boocock Lee (1922/2017), e si scrive sceneggiature per fumetti di genere romantico, Western, e non più di genere super eroistico che ormai sembra dimenticato. Ma nel 1956 l’editore della D.C Comics Julius Schwartz decide di riscrivere le gesta dei Super Eroi della D.C. Comics. Ciò scatena un nuovo interesse verso il genere che inizia a erodere sempre più pubblico agli altri generi.

Questo porta una forte crisi all’Atlas Comics così Martin Goodman all’inizio del 1960 incarica Stan Lee di creare una nuova testata di supereroi. Come raccontò lui stesso, Goodman gli disse che se avesse fallito l’avrebbe licenziato. A salvarlo fu proprio la moglie che gli diede un saggio consiglio per riuscire nell’impresa: utilizzare la sua incredibile fantasia.

Nasce la Marvel

Insieme all’artista Jack Kirby, che da poco aveva lasciato la DC Comics per divergenze creative, iniziano a creare il primo super gruppo della Marvel, nuovo nome della Timley. Nel novembre del 1961 fa il suo debutto in USA il primo numero dei Fantastici Quattro.

Il successo è oltre ogni rosea aspettativa e il duo, Stan e Jack, nei mesi a seguire crea altre testate  quali Hulk, Thor, Iron Man, X-Men, e gli Avengers, mentre insieme a Bill Everett, crea Daredevil, con Steve Ditko, Doctor Strange e Spider-Man. Inoltre riportano in vita anche eroi della Timley quali Sub-Mariner e Captain America.

Il metodo Marvel

La tecnica che Stan Lee applica nello scrivere le storie e decisamente innovativa. A differenza del passato Stan Lee da all’artista la sinossi della storia da pubblicare sull’albo. L’artista crea le tavole con i disegni e i balloon vuoti, che solo a lavoro finito Stan Lee riempe con dialoghi e didascalie. Tecnica che diverrà nota agli addetti ai lavori come Il metodo Marvel“.  Infatti questa tecnica permette maggiore creatività all’artista che interpreta a suo modo la sinossi di Stan Lee. Quindi l’adatta meglio al suo stile grafico, creando disegni più accattivanti per il lettore.

L’incredibile successo di questi super eroi non è solo nei super poteri che hanno i personaggi,  o negli incredibili disegni, ma è anche legato a ad altri fattori. Stan Lee, insieme a Jack Kirby concepiscono un universo unico per i loro personaggi, e in parte “reale”. Infatti le gesta dei Super Eroi non avvengono in città fantasiose come Metropolis o Gotham, ma nella New York del tempo.  Ciò creava l’illusione ai giovani lettori che alzando gli occhi avrebbero potuto vedere Spider-Man o Thor tra i grattacieli di Mannathan.

Oltre a ciò Stan Lee introduce l'”umanità” negli Eroi. Per la prima volta anche i Super Eroi hanno problemi e insicurezze proprie di tutti gli americani del tempo, creando così un maggiore legame tra personaggio cartaceo e lettore.

A livello di sceneggiatura decide di non scrivere più solo storie autoconclusive, quindi relegate al singolo albo, ma storie che si dipanano in più albi e in seguito anche in albi diversi. Questo al fine di realizzare subplot ben articolati e coinvolgenti, che permettessero ai lettori di conoscere meglio i personaggi del nascente universo Marvel.

“Excelsior!”

Infine crea nella pagina iniziale lo spazio dei credit nel quale compare il nome e il cognome non solo del autore e disegnatore della storia, ma anche del letterista e del colorista e crea il mitico Bullpen Bulletins (prima apparizione in  The Amazing Spider-Man #31 – 1965), uno spazio nel quale i fan hanno la possibilità di interagire con gli artisti dell’albo e lo Stan’s Soapbox (1967), un editoriale mensile di Stan Lee dove si firma “Excelsior!”.

Negli anni ’70 intuisce che il pubblico della Marvel è cresciuto. Quindi anche le storie devono crescere come contenuti, e non essere più pensate per un pubblico solo infantile. Questa scelta porta all’assenza in molte testate del bollino di approvazione del Comics Code Authority, quindi al poter essere vendute solo nelle librerie specializzate. Pur sembrando inizialmente una scelta folle, in breve tempo si  dimostra una grandissima intuizione.  Ciò permise agli autori di trattare scottanti temi quali la droga, la segregazione razziale, che trovarono grande apprezzamento da parte del pubblico.

La creatività di Stan Lee è presente nelle pagine dei fumetti Marvel fino agli 80. All’inizio di questo decennio Il Sorridente abbandona tutte le testate per dedicarsi esclusivamente alla realizzazione con vari autori delle strisce di Spider-Man e all’interessarsi di più della parte economica commerciale della Marvel Comics.

I Cameo

Solo negli anni 90 dopo il suo primo cameo nello speciale televisivo di Hulk dal titolo “Processo all’incredibile Hulk” (1989), è il presidente della giuria, torna a scrivere un albo. L’albo è “Ravage 2099” (1992), disegnato da Paul Ryan e legato all’universo 2099, ma lo stile di Stan Lee è lontano dalla pubblico degli anni 90 e la testa chiude per basso numero di copie vendute.

L’inizio del nuovo millennio e un nuovo inizio anche per Stan Lee. Divenire un icona per i suoi meravigliosi camei in ogni film con personaggi della Marvel Comics, e riscrive storie classiche per alcuni storici personaggi quali Flash, di Lanterna Verde, Wonder Woman, Batman, Superman in una serie chiamata “Just Imagine… series”. Serie che ottiene un buon successo commerciale.

 

Grazie Stan Lee per tutte le incredibili storie che hai scritto e che hanno fatto e faranno sempre sognare i lettori di tutte l’età.

Curiosità:

Incredibilmente Stan Lee, come tutti i dipendenti della Marvel, non ha nessun diritto su nessuno dei personaggi da lui creati. Solo dopo la metà degli anni 90 gli artisti divennero proprietari dei personaggi da loro creati.

Federico Fellini durante una sua visita a New York  nel 1965 si recò nel suo ufficio e volle incontrare Stan Lee per parlare solo di Spider-Man.

Nel 2002, Lee ha pubblicato un’autobiografia: “Excelsior! The Amazing Life di Stan Lee” .

 

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