Joker: le 7 versioni che hanno fatto la storia del fumetto

Joker è la grande nemesi dell’uomo pipistrello, e uno dei più carismatici e affascinanti villain che siano mai apparsi in un fumetto. Nel corso degli anni è stato scritto,...
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Joker è la grande nemesi dell’uomo pipistrello, e uno dei più carismatici e affascinanti villain che siano mai apparsi in un fumetto. Nel corso degli anni è stato scritto, disegnato e interpretato in modo diverso da tanti autori e artisti, pur mantenendo degli elementi indissolubili del personaggio.

Scopriamo le 7 versioni del Joker che hanno fatto la storia del fumetto

Frank Miller

Una delle più importanti e iconiche versione del Joker è quella de “Il ritorno del cavaliere oscuro” di Frank Miller, graphic novel del 1986 ambientata in un futuro dove il crimine terrorizza Gotham City ormai orfana del suo eroe da molto tempo.

Il ritorno di Batman segnerà il ritorno del sorriso sul volto del Joker. Da anni dietro le sbarre di una cella ad Arkham, in uno stato catatonico, segno reale dell’esistenza di Joker solo come riflesso di Batman. Proprio su questo tema Frank Miller scrive la sua interpretazione. Il clown sente di essere vivo solo quando può scontrarsi con l’uomo pipistrello.

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Graficamente Miller porta in scena un Joker apatico e spento in un primo momento che in seguito trasmette un immagine grottesca e sopra le righe con tutti quegli elementi iconici del personaggio leggermente dandy.

Lo stesso Joker appare anche nella Graphic novel prequel del 2016 “Il ritorno del cavaliere oscuro: l’ultima crociata” scritta da Frank Miller e Brian Azzarello e disegnata, inchiostrata e colorata da John Romita Jr. e Peter Steigerwald, il tema principale di questa storia è l’omicidio di Robin (Jason Todd) ordinato da Joker, fatto molto importante della storia principale.

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Il Joker di Alan Moore

Nel 1988 Alan Moore scrive “Batman: The Killing Joke”, quella che è considerata la storia delle origini canoniche del Joker (storia presa in considerazione da Heath Ledger per la sua interpretazione nel film “il cavaliere oscuro). Il tema principale di questa storia è una brutta giornata che cambia ogni cosa, è la vera essenza di questo tragico villain. Disegnato da Brian Bolland nelle vesti da turista diventate iconiche: camicia estiva, pantaloncini, macchina fotografica e volto semicoperto dal cappello, un aspetto solare ed un po’ ingenuo in contrasto con le terribili azioni di cui si macchia il cattivo in questa storia, come: lo sparo a Barbara Gordon sull’uscio della porta e la tortura psicologica a James Gordon. Tanti buoni motivi per rimanere affascinati dal talento di Moore e Bolland.

Arkham Asylum

Nel 1989 Grant Morrison e Dave McKean realizzano la graphic novel “Arkham Asylum: una folla dimora in un folle mondo”. In questa storia, Batman entra dentro il manicomio criminale per debellare una rivolta degli internati. Il Joker di questo fumetto è uno psicopatico, assassino con tendenze omosessuali, violento ma senza un reale motivo, a volte comico,a volte feroce assassino, un caso non di follia ma di “super normalità” una chiave di lettura molto filosofica che di certo regala graficamente uno dei Joker più disturbanti di sempre.
Le illustrazioni di Dave McKean sono eccezionali e il suo Joker risulta grottesco e malato proprio come la struttura che ospita la vicenda.

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Le origini di Joker

Nel ciclo di storie “Amanti e pazzi” scritto da Michael Green e disegnato da Denys Cowan vengono rinarrate le origini del Joker, che qui è un criminale di nome Jack, ormai stanco e annoiato dalla solita vita, che ritrova il sorriso quando vede Batman per la prima volta in azione, considerandolo ridicolo.

Michael Green da vita a una nuova e interessante veste dell’iconico villain scrivendo delle origini credibili (che potrebbero calzare bene anche al Joker di Christopher Nolan apparentemente senza un passato chiaro e definito). Denys Cowan con i suoi disegni crea un atmosfera di tensione e instabilità, il suo Joker è prima un uomo alto, magro e ben vestito, ma che in seguito alla vicenda è alla caduta negli acidi perde umanità in cambio della follia, sfregiato e cambiato per sempre.

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Canto di natale di Charles Dickens

Nel 2011 Lee Bermejo realizza “Batman Noel” che riporta in scena il Joker già visto nella Graphic novel “Joker” di Bermejo e Azzarello, in questa rivisitazione del canto di natale di Charles Dickens, Joker rappresenta lo spirito del natale futuro, ovvero la morte.

Un clown macabro, crudele e violento che porta la morte con sé, questa interpretazione legata al tema natalizio rende il Joker ancora più affascinante ed originale.

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NEW 52

Una delle versioni più amate e riuscite del Joker a fumetti è quella del New 52, (iniziativa/Reboot di qualche anno fa) Che vedeva il clown principe del crimine farsi esportare il volto sulle pagine di Detective Comics per poi scomparire e in seguito tornare a Gotham più malefico di prima.

Questo Joker scritto da Scott Snyder e disegnato da Greg Capullo è grande protagonista nelle storie “Morte della famiglia” e “Gioco Finale” dove i due autori hanno mantenuto l’anima del personaggio aggiungendo degli elementi nuovi ed originali, Joker stesso è stato reinterpretato come elemento legato al male vero e proprio.

In questo ciclo di storie il Joker appare con la faccia riattaccata alla rinfusa con corde e graffette, e al posto del classico costume viola indossa una tuta da meccanico, una scelta grafica volutamente trasandata e innovativa che affascina e dona al villain inquietitudine e terrore.

Nella storia “Gioco Finale” invece c’è lo scontro conclusivo con l’uomo pipistrello, in cui Joker appare con un nuovo volto e in un certo senso una nuova identità, viene infatti lasciato intendere che Joker possa essere qualcosa di più di un semplice uomo, la sua follia e la sua crudeltà potrebbero essere un male immortale che ciclicamente appare e tortura Gotham.

Quella di Snyder e Capullo è sicuramente una visione affascinante e demoniaca.

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Rinascita

La più recente versione del personaggio è invece scritta Tom King e disegnata da Mikel Janin per il ciclo di storie “Batman Rinascita” nello specifico nella storia “La guerra degli scherzi e degli enigmi” Janin disegna un Joker lontano da quanto visto nel new 52, asciutto ed elegante che comunica con un espressività del viso reale ed impressionante. King lo immagina in guerra contro l’enigmista, senza sorriso, freddo e gelido nel voler ritrovare il sorriso.

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Queste sono alcune tra le molte interpretazioni che il clown del crimine ha vissuto nel corso di questi anni di storie a fumetti, che hanno appassionato i fan di tutto il mondo, chissà quante altre ne vedremo, certamente Joker è e rimarrà sempre il villain più carismatico di tutti.

 

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