Isabelle: Recensione in anteprima del film di Mirko Locatelli

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Isabelle di Mirko Locatelli
Isabelle di Mirko Locatelli

Isabelle è al cinema, ecco la nostra recensione

Negli ultimi anni sono stai realizzati molti film in Italia che mostrano come una famiglia medio borghese di buona levatura culturale, rispettosa delle regole sociali, quanto meno all’apparenza, mostra il suo lato oscuro quando deve affrontare un evento che ne destabilizza le fondamenta. Di contro però la maggior parte dei film cade nei classici cliché offrendo solo un prodotto patinato e senza anima. Per fortuna questo non è il caso di Isabelle. Film chiaramente minimalista, che non vuole stupire, ma vuole raccontare, attraverso gradevoli piani sequenza, e un ispirata Ariane Ascaride, un dramma e un umanità che per quanto possa essere “civilizzata” metterà sempre avanti i propri affetti alla giustizia.

La storia inizia con il primo mese dell’estate :”Giugno”

Isabelle è un’astrofisica di valore, ha un figlio Jèrome prossimo a diventare padre, perfettamente insediato nella società civile.  Ma Isabelle nasconde insieme al figlio un terribile segreto. Il figlio Jèrome è stato causa di una tragedia di cui lei è diretta testimone, ma essendone il figlio il colpevole cerca in tutti i modi di coprire.  Isabelle donna di scienza che ha fatto della logica una scelta di vita, reagisce proteggendo il suo “piccolo” anche se ciò va contro il suo modo di agire e di pensare. Il futuro del figlio prima di tutto.  Un figlio debole e vile che pur sapendo bene quale è il suo dovere si fa dominare dalla madre, scaricando su di lei inconsciamente il peso della sua coscienza.  Isabelle ordisce un complicato piano, ma non ha fatto i conti, non tanto con la debole coscienza del figlio, ma con la sua, che inconsciamente le farà compiere una serie di passi falsi propedeutici a una sua, forse, accettazione cosciente dell’evento. Questo in sintesi e senza spoiler è la trama del film.

 Isabelle di Mirko Locatelli

Isabelle di Mirko Locatelli

Un film che trova in Ariane Ascaride, come già scritto, una perfetta Isabelle, donna di scienza che si fa travolgere suo malgrado dall’istinto di “sopravvivenza” per il quale sacrifica la sua natura scientifica. Una donna che in questi mesi estivi, nei quali si svolge il film, pensa di aver tutto sotto controllo, ma non ha il controllo proprio di se stessa. Scena emblematiche sono le lezioni di fisica che da al Davide, azione che insospettisce subito Jerome, ma che lei inconsciamente sottovaluta, o quando riprende i costumi della sua gioventù, quasi a voler rivivere divertita un periodo che non tornerà più, distraendosi dal perseguire il suo “piano”.  Attorno a lei una serie di personaggi, che sfortunatamente non hanno la stessa sfaccettatura, ma risultano più monotematici e risultando più prevedibile e meno interessanti. Forse anche a causa di una loro performance decisamente al di sotto di quella di Ariane Ascaride, che risulta nettamente superiore. L’attrice a nostro avviso riesce molto bene a interpretare il dramma della protagonista e la sua sfida a difendere il figlio, trasmettendo in maniera naturale e spontanea le sue emozioni allo spettatore.

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