7 uomini a mollo, Recensione in anteprima

dal 20 dicembre al cinema.
7 uomini a mollo
7 uomini a mollo

Talvolta basta buttarsi

La pellicola “7 uomini a mollo” è stata presentato al Festival di Cannes 2018, nella sezione fuori concorso.

Il film racconta la storia di Bertrand (Matthieu Almaric) che sta vivendo un lungo periodo di depressione.  Il suo interesse viene risvegliato da un annuncio trovato nella bacheca della piscina che frequenta la figlia.
Bertrand si iscrive alla prima squadra dilettantistica di nuoto sincronizzato maschile della piscina, composta da individui di vario genere in crisi di mezza età.

C’è Laurent (Guilleme Canet) capo di un’azienda di successo con problemi familiari, Marcus (Benoit Poelvoorde) venditore di piscine che non vede il fallimento della sua azienda.
Thierry (Philippe Katerine) il timido custode della piscina e Simon (Jean-Hugues Anglade), rocker mancato che crede ancora nel suo sogno e lavora in una caffetteria.
Chiude il cerchio il simpatico duo composto da Basile e Avinish che si capiscono anche se non parlano la stessa lingua.
Sono allenati da Delphine, un’ex campionessa ormai sul viale del tramonto e successivamente da Amanda, una sportiva paraplegica.

L’improbabile gruppo si imbarcherà in un’avventura fuori dagli schemi che permetterà ai vari componenti di riscoprire sé stessi e i legami con gli altri.

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7 uomini a mollo – Il cast

I 7 alla riscossa

Con “7 Uomini a mollo” il regista Gilles Lellouche, dopo “Narco” e “Gli infedeli”, porta sullo schermo una commedia dai sapori agrodolci.
Una storia corale, dove il nuoto sincronizzato rappresenta una valvola di sfogo per i protagonisti, dove gli spogliatoi sono un luogo di confronto nel raccontarsi i problemi, le speranze e le passioni senza mai giudicare o essere giudicati.

Alcuni aspetti del film, come le coreografie di gruppo e la positività trasmessa, possono fare eco alla pellicola “Full Monty”, ma l’evoluzione della storia si impone fortemente e si sposta su altro.

Il cast si compone da nomi noti e meno noti del panorama francese e il gruppo riesce a convincere in toto anche nelle situazioni più surreale.
La narrazione si alterna su più piani cercando di sviluppare le story line di tutti i personaggi, ci riesce con alcuni, ma con altri arranca fortemente.
I dialoghi in alcuni punti perdono di forza appiattendo i personaggi, ma si risollevano nel finale.
La colonna sonora sottolinea il mood anni 80 che ha caratterizzato la gioventù della maggior parte dei protagonisti.

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7 uomini a mollo – Una scena dal film

In conclusione

Alternando momenti spiritosi, di riflessione, comici ed improbabili il film “7 uomini a mollo” porta una sorta di consapevolezza, riesce ad emozionare e divertire, ma non riesce a spiccare tra i film di genere che la produzione francese ha proposto ultimamente.

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