La befana vien di notte, Recensione in anteprima

Una straordinaria avventura per salvare la befana
La Befana vien di notte

La befana vien di notte: La recensione in anteprima
Una straordinaria avventura per salvare la befana

Il film racconta la storia di Paola (Paola Cortellesi), una maestra elementare che nasconde un magico segreto. Se di giorno è tra i banchi di scuola ad insegnare ai bambini, di notte si trasforma nella vecchietta più famosa al mondo: la Befana. A ridosso del suo giorno da protagonista, il 6 gennaio, questa Befana decisamente rivisitata, viene rapita da un misterioso produttore di giocattoli, Mr Johnny (Stefano Fresi). A quest’ultimo proprio la vecchietta avrebbe fatto passare, tanti anni prima, una brutta Epifania, anche se inavvertitamente.
Chi correrà in aiuto della maestra Paola? Proprio alcuni suoi alunni che, dopo aver assistito al rapimento e scoperto la sua doppia identità, decidono di montare in sella alle loro biciclette e andare in suo soccorso vivendo una straordinaria avventura.

La Befana vien di notte, è un film diretto da Michele Soavi che vede la collega di Babbo Natale compiere i suoi viaggi di consegna dei regali nell’oscurità, in modo che nessuno possa notarla. Sempre illuminata solo dalle stelle, viaggia a bordo di una scopa, vestita di stracci, con un cappello sulla testa che a malapena riesce a nascondere i porri sul viso e il naso storto. Esilarante il suo “non rapporto” con Babbo Natale, di cui non solo non è la compagna, ma ne è la prima convinta detrattrice, accusandolo di maschilismo in quanto lui viaggia a bordo di una comoda slitta trainata da renne ed è testimonial della bevanda più famosa al mondo, mentre lei si ritrova tra scopa, stracci e senza proposta pubblicitaria “neanche di un lassativo”.

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Le scene iniziali del film sono molto suggestive e inquadrano al meglio il personaggio: le tipiche scarpe rotte, la scopa pazzerella, il naso esageratamente adunco, lo sfrecciare in volo tra comignoli e tetti.
Il regista Michele Soavi e lo sceneggiatore Nicola Guaglianone, consapevoli del notevole livello di complessità che il film così strutturato poteva presentare, sono ricorsi, senza abusarne, ad effetti digitali. Avendo, fin dall’inizio, intenzione di fare un cinema non finto e contemporaneo, in grado di mescolare il realismo con il fantastico e desiderosi di dare anche, un tocco di anni 80, si sono inventati un manipolo di ragazzini in bicicletta che sono sicuramente un riferimento a E.T. – L’extraterrestre.
Tra magia, sorprese e risate, La Befana vien di notte, è una piccola storia di formazione per ragazzi: “alla maestra si vuole sempre bene, se poi è la Befana, ancora di più”!

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