Se la strada potesse parlare – La recensione in anteprima

La famiglia unita: “Alza la testa sorella”

Se la strada potesse parlare – La recensione in anteprima
La famiglia unita: “Alza la testa sorella”

Ambientato negli anni Settanta, nel quartiere di Harlem, il film narra le vicissitudini della diciannovenne Tish e dell’amore della sua vita, il fidanzato Fonny. In attesa di un bambino, deve dirlo al futuro padre, attraverso un vetro, perché incarcerato per un crimine che non ha commesso, far vincere la verità appare un’impresa sempre più difficile e costosa. Ma Tish non si arrende e la sua famiglia è con lei.

Se la strada potesse parlare è tratto dal romanzo omonimo di James Baldwin, e ricalca le principali caratteristiche del cinema di Barry Jenkins, regista di colore. I temi della discriminazione razziale, della mancata integrazione degli afroamericani in quella che doveva essere una terra di democrazia ed opportunità, ed ancora i ghetti, le periferie, fanno comprendere allo spettatore la situazione degli Stati Uniti d’America del periodo e le difficoltà psicologiche e sociali per i cittadini di colore.
Un romanzo scritto dopo gli assassinii di Malcolm X e Martin Luther King, carico di rabbia e disillusione di tutta la comunità afroamericana ma nello stesso tempo pieno di amore e speranza, trasportato sullo schermo per raccontare tanto la passione giovanile e la voglia di futuro quanto l’ingiustizia di far parte di una popolazione spinta a vivere nella paura.

Se La Strada Potesse Parlare

Se La Strada Potesse Parlare

Tutti i personaggi vengono ripresi moltissimo in primissimo piano e non solo per le scene che contemplano i due protagonisti; come per la madre di Fonny o per l’amico uscito devastato dal carcere, la ripresa va oltre le parole, sviscerando la psicologia, il trauma, la sincerità del personaggio, la trasparenza della sua anima, l’amore del suo sguardo.

Non tutto il film è pervaso dallo stesso livello di intensità, ma la maestria del regista riesce a catturare l’attenzione sulle lunghe sequenze di dialogo, nelle quali la musica gioca un ruolo fondamentale.
Viene mostrato come spesso l’amore nelle comunità di colore renda il mondo un posto meno pesante, funzionando come tampone alla promessa non mantenuta del sogno americano, trasformandosi in qualcosa per cui valga la pena lottare. Attraverso la potenza della narrazione cinematografica, Se la strada potesse parlare, vuole insegnare come l’amore e l’umanità resistano alle prove della vita.

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