Schindler’s List, opera d’arte e documento

il capolavoro di Steven Spielberg torna al cinema per il 25° anniversario
Schindler's List: Trailer Italiano 25° Anniversario
Schindler's List

Schindler’s List, il capolavoro di Steven Spielberg sull’Olocausto, torna al cinema per il 25° anniversario dalla sua prima uscita nelle sale cinematografiche e in occasione della Giornata della Memoria 2019; film concepito e costruito per essere definito, come memoria, opera d’arte e documento.

Basato su eventi realmente accaduti, durante la seconda guerra Mondiale, un industriale di nome Oscar Schindler, che non ha mai avuto il successo

sperato, riesce dapprima ad arricchirsi sfruttando la manodopera ebrea, ma in seguito, farà di tutto, fino a spendere tutti i milioni accumulati, pur di salvare i “suoi” ebrei.
La pellicola è stata concepita da Spielberg e costruita nella sua struttura per essere un vero e proprio documento alla memoria. Le magistrali interpretazioni di Liam Neeson e Ralph Fiennes, la struggente colonna sonora, la scelta del bianco e nero, le scene crude, la bambina dal cappotto rosso rendono questo film indimenticabile.

Il cuore dello spettatore si riscalda al calore dell’umanità che regna sovrana nella frase motto del film

“Chiunque salva una vita salva il mondo intero”

Il film è un continuo anteporre l’orrore dell’Olocausto alla speranza di chi quell’orrore l’ha combattuto anche mettendo in pericolo sé stesso. Oscar Schindler da uomo d’affari senza scrupoli diventa il simbolo di un’umanità, intesa come quel sentimento di amore verso la vita che mai nessuno dovrebbe perdere e che non teme di esternare mai. La dignità dell’uomo viene prima di qualunque altra cosa, non c’è possibilità di confusione o ambiguità. L’amore per il prossimo è in simbiosi con il riconoscimento della dignità a qualsiasi essere umano; il rischio che consapevolmente sa di correre Schindler, quando dichiara ai “suoi ebrei”:

“resterò con voi fino alla mezzanotte e cinque, dopo di che voi sarete uomini liberi e io, un criminale di guerra.”

Ed ancora, ai soldati tedeschi che controllano la “sua fabbrica” e tengono gli ebrei sotto il tiro dei loro fucili:

“potere scegliere se tornare alle vostre case da assassini o da uomini”

È lui il vero, unico, personaggio del film, che si muove, che cambia, che compie una trasformazione in nome dell’assurdità di un male implacabile e della resistenza tenace della vita sulla morte.
Spielberg non ha bisogno di dimostrare, giudicare o condannare, per lui la differenza tra il bianco e nero è la dimostrazione di ciò che può compiere l’amore, della luce che espande intorno a sé dando dimensione all’oscurità o alla luce, senza possibilità di redenzione, senza timore di condanna:

“la lista è vita, intorno c’è il baratro”

così recita Ralph Fiennes, etichettando la lista come un gesto d’amore.
Raccontando il cambiamento del protagonista, il passaggio dall’ombra alla luce, la presa di coscienza e trasformazione che altro non è, se non l’espressione di una vera e propria crisi, che esplode in quel magnifico pianto finale, dandogli la possibilità di regolare il suo debito con la storia.

È difficile dare una dimensione profondamente umana all’inumano, come lo è, la capacità di riscoprire le ragioni di un’umanità residua; ma in questo Spielberg ci riesce egregiamente!

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