Alita: Angelo della battaglia, La recensione in anteprima

Ogni lotta contro un mondo ingiusto ha bisogno del suo angelo

Alita: Angelo della battaglia – La recensione in anteprima
Ogni lotta contro un mondo ingiusto ha bisogno del suo angelo

Siamo nel 26° secolo e nella città discarica di Ferro, dove finiscono i rifiuti della sovrastante e ricca Salem, uno scienziato, il dottor Daisuke Ido, trova il corpo semidistrutto e apparentemente senza vita di una ragazza cyborg, costruito con una sofisticatissima e ormai perduta tecnologia. Spinto dalla convinzione che in lei risiedano l’anima e il cuore di una combattente da uno straordinario passato, il dottore cerca di riportarla in vita donandole un nuovo corpo e un nome: Alita.
La ragazza non ha alcun ricordo della sua precedente esistenza e non conosce nulla del suo presente, fatta eccezione per l’incredibile addestramento nelle arti marziali memorizzato dal suo corpo. Ma il dottor Ido sa tutto questo e come un padre, cerca di proteggerla e grazie a ciò, Alita ritrova la sua vera identità, decidendo di impiegare tutta la sua potenza per combattere il male come un Angelo della Battaglia, pronto a vegliare sui giusti e a lottare al fianco dei più deboli per un mondo migliore.

“Alita l’angelo della battaglia” (1991) è uno dei più apprezzati manga di sempre ad opera di Yukito Kishiro che ne ha curato i testi e i disegni. Una storia appassionante che è diventata un attesissimo film, scritto e diretto dal regista Robert Rodriguez e con un cast d’eccezione: Rosa Salazar (Alita), Jennifer Connelly (lo scienziato Chiren), Mahershala Alì (Vector) e il premio Oscar Christoph Waltz (dottor Ido).

Il film mescola magistralmente la live action con la Computer Generated Imagery (CGI), un’applicazione nel campo della computer grafica 3D per la massima resa degli effetti speciali.
Questa storia non racconta soltanto il viaggio di Alita che conserva “un cervello molto umano” e la capacità di ridere, piangere ed emozionarsi, ma anche la seconda possibilità di essere padre del dottore che le ridona la vita. L’interazione fra i due non è solo un prodigio di grafica computerizzata, notevole la scena in cui Ido gioca con le dita meccaniche di Alita, facendoci dimenticare che è un attore in carne ed ossa a manipolare una mano generata al computer, ma anche la coinvolgente storia di un rapporto padre-figlia. La protagonista combatte a mani nude e sembra non aver paura di niente, ma il dottor Ido, teme per la sua incolumità e cerca di arginare l’istinto guerriero della ragazza che da sola può e vuole cambiare il mondo, vivendo un’avventura epica, piena di speranza e coraggio che la fa innamorare, scoprire la verità sulla sua esistenza ed ancora scontrarsi con il sinistro Vector e il suo scienziato Chiren.

La realizzazione grafica della pellicola è fenomenale e porta lo spettatore in un fantastico viaggio in un mondo ricco di luoghi affascinanti e fantastici cittadini cibernetici, in un paesaggio pieno di particolari bizzarri ed intriganti.

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