Rex un cucciolo a palazzo: La recensione in anteprima #2

Un’avventura nello spirito classico Disney.
Rex Un cucciolo a palazzo: Teaser Trailer Italiano
Rex Un cucciolo a palazzo: Teaser Trailer Italiano

Rex un cucciolo a palazzo: La recensione in anteprima
Un’avventura nello spirito classico Disney.

Film d’animazione con protagonista Rex, il cane più amato dalla Regina Elisabetta II. Persa la via di casa e lontano dalla monarca, il piccolo corgi si imbatterà in un gruppo di cani da combattimento. Deciso a far ritorno tra le mura del palazzo reale e le braccia della sua padrona, Rex affronterà un viaggio che lo cambierà profondamente.

È interessante sapere che la regina d’Inghilterra nutre un amore smisurato nei confronti dei suoi fedeli corgi, difatti non si separa mai da loro e li porta sempre con sé anche nei suoi viaggi, tanto che vengono immortalati anche nei servizi fotografici. Ammirati per il loro decoro e portamento che li contraddistingue, sono composti, eleganti e adorabili, ed è così che li vediamo liberamente scodinzolare nella pellicola di Ben Stassen. Rex – Un cucciolo a palazzo è tra questi il preferito che, collare d’oro e musetto stampato su qualsiasi gadget britannico, si ritrova a vivere un’esperienza traumatizzante.

Il film punta sulla dolcezza di una razza che, indiscussamente è tra le più tenere mai viste e di cui Rex stesso ne va fiero esternando la sua anima giocherellona e irriverente in un racconto rocambolesco. La storia si apre con le vicende di un protagonista così privilegiato e arrogante che difficilmente può risultare simpatico, anche se poi si mostrerà non meschino, ma in grado di evolversi se pur viziato ed estremamente scortese, soprattutto perché non è vissuto abbastanza per poter apprezzare i suoi “privilegi”. La sceneggiatura di John R. Smith e Rob Sprackling, vorrebbe riproporre il solito discorso sull’amicizia, ma lo fa senza alcuna intuizione brillante e ritrovare un bel messaggio destinato al piccolo pubblico è senza dubbio lodevole, ma l’essere trattato con sufficienza e senza alcuna originalità, lo fa scadere e a volte annoiare notevolmente.
Anche il siparietto con il Presidente degli Stati Uniti, punta su un’ironia che difficilmente può arrivare ai più piccoli e indebolisce il cartone animato proprio lì, dove invece, avrebbe potuto trovare la propria forza, rasentando a volte addirittura l’imbarazzo.

Pochi quindi gli elementi a cui guardare anche se, è indiscutibile la tenerezza che alla fine suscita il piccolo corgi quando rosicchia le pantofole del principe Filippo e ancora, quando cerca le “coccole” della sua amata e raffinata “Padrona”. Una Elisabetta II dalla premura infinita, che si aggiudica di diritto il ruolo di miglior personaggio del cartone e che viene doppiata nella sua versione originale dall’altrettanto nobile attrice britannica Julie Andrews.

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