La notte è piccola per noi, Recensione in anteprima

Sabato sera, in una grande sala da ballo si intrecciano varie storie.

La notte è piccola per noi – La recensione in anteprima
Sabato sera, in una grande sala da ballo si intrecciano varie storie.

Cosa succede in una balera?
È una serata qualunque alla Balera Romana, ci sono i clienti di sempre, la band esegue i brani più amati di anni 70, 80 e 90; c’è un latitante che festeggia l’anniversario, una preside che celebra la promozione, una coppia al primo appuntamento, un maresciallo dei carabinieri che non ha il coraggio di invitare una giovane donna che lo ammalia al solo sguardo, una donna ancora innamorata del suo ex, anche violento. A coordinare il servizio ai tavoli, la cameriera Sabrina a cui non sfugge nulla, dalla battuta sempre pronta ed ancora una coppia di gelosi anziani (Alessandra Panaro e il 92enne Philippe Leroy), bellissimi ed eleganti, formano un affresco variopinto e affasciante, in cui il ballo sociale diviene lo specchio della nostra contemporaneità.

Dalla Conferenza Stampa:

“Sono rimasto colpito da quest’esercito danzante: piroettava, avanzava, retrocedeva. C’era gente diversa per età, provenienza sociale: era una zona franca dove tutti riescono a stare insieme, sospendendo differenze che fuori pesano, ho iniziato a pensare a una storia. Ho gironzolato fra i tavoli della balera alla ricerca di sguardi, parole, persone, cose che ho riportato costruendo delle storie intorno. Ognuno è stato coautore del personaggio e ci ha messo qualcosa di suo”. Così afferma in Conferenza Stampa, il regista Gianfrancesco Lazotti, dedicando il suo film a Ettore Scola, di cui è stato aiuto-regista e anche “genero”, facendo tesoro dell’esperienza che gli ha trasmesso, soprattutto nel trasferire l’umanità all’interno di ogni personaggio.
Michela Ramazzotti, analizzando la donna che interpreta, afferma che questa è la rappresentazione delle varie sfaccettature della solitudine; patetica e fragile racchiude in sé la paura che tante donne hanno di invecchiare e rimanere sole. Non c’è nulla di antipatico in tutto ciò, ma mettendosi continuamente in gioco cerca una realtà effimera, incontrando nelle balere persone diverse che diventano ancora più diverse e pur mantenendo quello che sono realmente, fingono di trovare quella “allegra malinconia”.

Cosa trasmette questo film?

Malinconico e reale, il film è quasi un esperimento sociologico notturno sul micromondo che affolla la pista di una balera di periferia fra coppie in crisi, cuori infranti, amori che nascono e che non sanno stare al mondo.
E cosa succede quando la serata finisce? Quando questo breve intermezzo risulta essere semplicemente una piccola parte della vita di tutti i giorni che poi continua nascondendo ai nostri occhi la verità? La narrazione dei personaggi non è mai approfondita ma vengono raccontati sotto una luce soffusa e sfumati esplicitando ancora di più il ruolo di questa balera, luogo fuori del tempo e di passaggio. Gli intrecci costruiti come una coreografia si spostano da una figura all’altra, rendendoci quasi parte di quella serata mondana.
La musica, poi, non è soltanto un elemento di cornice alla pellicola, ma è l’ingrediente chiave di un racconto che vede nel ballo uno strumento di aggregazione.

Conclusioni: Da un sabato sera scandito da balli che si animano sulle note delle più famose canzoni italiane, prendono vita un mix impazzito di personaggi borderline, mescolati da un sano e delicato humor. Ne viene fuori uno spaccato divertente della società e dei tempi che stiamo vivendo, leggera sì, ma mai superficiale.

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