Captain Marvel: La recensione in anteprima

Dal 6 marzo al cinema
Carol Danvers AKA Captain Marvel in una scena del film
Captain Marvel

Sbarca finalmente in sala “Captain Marvel”, penultimo film della fase tre dell’MCU (Marvel Cinematic Universe).

La prima parte della pellicola ci fornisce molte informazioni, ma soprattutto introduce ufficialmente le razze dei Kree e dei Krull con la guerra che entrambe stanno affrontando.
Ci imbattiamo nella civiltà Kree con la protagonista Carol Denvers nel gruppo militare della Starforce, capitanata dal suo mentore e comandante Yon-Rogg.
Attraverso i loro scambi di battute si viene a conoscenza che la stessa non abbia memoria del suo passato (pochi ricordi e ben confusi).
Le nostalgiche atmosfere anni ’90 si condensano nella seconda parte del film; qui la struttura narrativa è più classica ed osa meno rispetto alla prima parte. Carol arriverà sulla Terra alla ricerca di risposte sul suo passato e di Talos (Ben Mendelshon), uno Skrull infiltrato sul pianeta.
Molti i riferimenti al periodo, alcuni più iconici di altri, con qualche momento comico fin troppo forzato.

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Captain Marvel – Una scena del film

La comparsa di una super eroina

Con “Captain Marvel” si dedica per la prima volta sul grande schermo uno stand-alone su una super eroina. Una decisione che strizza l’occhio alle nuove generazioni e cerca di allargare il pubblico in sala.
Brie Larson con la sua Carol Denvers racconta anche la storia di un personaggio alla ricerca delle sue origini che tenta di gestire il suo potere. Che si rialza e combatte, sempre più forte e consapevole, indipendentemente dalle volte che è caduto. Un concetto su cui si punta molto e che viene ripetuto.

Tra i personaggi più interessanti troviamo Yon-Rogg, interpretato da Jude Law, a cui viene affidato un ruolo tra il serio e il faceto e la misteriosa Suprema Intelligenza.
Nella pellicola abbiamo grandi ritorni con i personaggi di Nick Fury e Phil Coulson. Vengono ringiovaniti digitalmente per tutta la durata del film, un effetto un po’ statico che però non incrina l’interpretazione di Samuel L. Jackson e di Clark Gregg.
Totalmente stile retrò invece il trucco e i costumi dedicati agli Skrull, decisione forse legata al filo nostalgico che il periodo del film incarna.
Gli effetti speciali sono parte integrante e funzionale della pellicola. Dalla realizzazione della civiltà Kree, al cambio del colore della tuta di Captain Marvel, fino ad arrivare allo scontro finale dove purtroppo si notano a tratti.

Se James Gunn era riuscito a creare una colonna sonora potente con pezzi ricercati per i “Guardiani della Galassia”, invece “Captain Marvel” si appoggia sulla musica mainstream dell’epoca, non sempre collegata a quello che sta succedendo sullo schermo.

Da citare il cameo e una dedica a Sten Lee.  Due scene sono state inserite nei titoli di coda.

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In conclusione

“Captain Marvel” non è perfetto, risulta un film di passaggio tra i due capitoli di Avengers (Infinity War ed Endgame). Riesce a colmare alcune lacune passate e creare nuovi collegamenti, soprattutto si dedica con attenzione di alcuni particolari, incastrandosi perfettamente nel puzzle che la Marvel  ha creato in questi undici anni.

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