Non sposate le mie figlie 2, Recensione della commedia francese

Comicamente si parla di razzismo e matrimoni misti
Non sposate le mie figlie 2

Non sposate le mie figlie 2 – La recensione in anteprima
Comicamente si parla di razzismo e matrimoni misti

Cosa pensa una coppia cattolica-borghese come Marie e Claude Verneuil?
Claude e Marie si sono ormai rassegnati ai matrimoni delle loro quattro figlie con uomini di origini e culture diverse dalle loro: Rachid, musulmano di origini algerine, il cinese Chao, l’ebreo David e, per finire, il senegalese Charles. L’apparente tranquillità familiare, ancora una volta viene sconvolta e messa a dura prova quando vengono a conoscenza del fatto che i generi hanno deciso di lasciare la Francia, con le rispettive famiglie, in cerca di fortuna all’estero. Incapaci di immaginarsi lontano da loro, sono pronti a tutto pur di farli desistere dal loro proposito. Come se non bastasse, i consuoceri André e Madeleine Koffi, i genitori di Charles, arrivano in Francia per il matrimonio della figlia Viviane portandosi appresso ulteriore caos.

Diretto da Philippe de Chauveron e sceneggiato dallo stesso con Guy Laurent, Non sposate le mie figlie! 2 è il seguito di Non sposate le mie figlie!, commedia francese del 2014, che rivelandosi un grande successo, ha spopolato nelle platee di mezzo mondo.

Il pensiero del regista

Il grande successo di “Non sposate le mie figlie!”, afferma il regista, è stata anche per lui una grande sorpresa; difatti non sempre le commedie francesi vengono così apprezzate in giro per il mondo, ma il riconoscimento ottenuto dimostra come l’umorismo, quando tratta temi universali, funziona ovunque. Come nel primo film, le sorelle Verneuil si ritrovano ancora a vivere un’esperienza in comune. Prima la presentazione dei fidanzati stranieri ai genitori, questa volta la partenza dalla Francia per un destino migliore.
Cosa è cambiato rispetto al primo film?
Questa seconda pellicola, mantiene gli stessi livelli di comicità ed umorismo di Non sposate le mie figlie!, continuando i divertenti dialoghi, anche se a volte un po’ superficiali, non fanno mai scadere le battute nel banale e prevedibile. Si passa così, dai resoconti dei viaggi dei due coniugi genitori che vogliono visitare le terre di origine dei loro generi, per capirne meglio le usanze e consuetudini, al rapporto di complicità dei quattro che sono diventati, nel frattempo amici/nemici.

Conclusioni

Le sequenze finali permettono allo spettatore italiano di comprendere in pieno le decisioni delle quattro coppie di ragazzi, riconoscendo i sottili paragoni con il nostro Belpaese, le cui bellezze vengono spesso ignorate dagli stessi italiani, come pure il vissuto che ognuno di noi porta con la propria persona.
Trattati con garbo e simpatia i problemi di razzismo, dei matrimoni misti e delle omosessualità, lo stile di comicità, il timbro dell’umorismo e la caratterizzazione dei personaggi, di Non sposate le mie figlie 2! lo conferma un film godibile e piacevole, anche se il nostro humor, spesso è diverso da quello francese!

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