Captive State, Recensione in anteprima del thriller di Rupert Wyatt

Dal 28 marzo al cinema
CAPTIVE STATE un film di Rupert Wyatt
CAPTIVE STATE un film di Rupert Wyatt

Captive State, alieni guerre e uomini nel film diRupert Wyatt

In un futuro non troppo lontano gli alieni hanno attaccato la Terra. Per evitare lo sterminio di massa i governi decidono di patteggiare con la razza extraterrestre per un’occupazione controllata.
Sono passati dieci anni dall’invasione e una parte della popolazione si è arresa alle rigide regole create dagli oppressori che ormai vengono chiamati Legislatori. A Chicago un gruppo di ribelli si oppone al governo alieno cercando in tutti i modi di far partire una rivolta; sulle loro tracce indaga il Comandante della Polizia William Mulligan.

Captive State – Tra fantascienza ed attualità

Il film Captive State è un thriller fantascientifico scritto e diretto da Rupert Wyatt (L’alba del pianeta delle scimmie).
Se da una parte ci troviamo davanti ad una narrazione diretta, essenziale e senza orpelli con dei ribelli da eliminare ed una talpa da scovare. Dall’altra parte ci ritroviamo ad avere una critica al mondo moderno e alla sua società ormai in crisi. Una società incapace di organizzarsi se non controllata da un elemento esterno, rappresentato in questo caso da una razza aliena che soggioga e opprime da una lato, ma che dall’altro si erge quasi invincibile per aver incrementato la produzione sul pianeta e il tasso di occupazione.
L’illusione di un mondo perfetto creato soltanto nei centri cittadini, con un divario tra i ricchi e i poveri sempre più ampio e con le periferie trasformate in baraccopoli.

Per riuscire a emergere dalla struttura di una società manipolata e schiava ognuno dei personaggi è alla ricerca di qualcosa come verità, vendetta, redenzione, libertà e speranza. Rimanendo in bilico sulla linea del giusto e dello sbagliato rischiando ogni giorno da entrambe le parti.
Da citare il giovane e disilluso Gabriel Drummond(Ashton Durrand Sanders) e il pragmatico comandante di Polizia interpretato da John Goodman.

Alcune scelte registiche sono più funzionali di altre e la realizzazione degli alieni differisce da quelle classiche. Tra scene di azione, inseguimenti, momenti di riflessione, la pellicola scorre aumentando sempre più il ritmo fino ad arrivare ad un finale che potrebbe fare da gancio ad un possibile sequel.

 

In conclusione

Captive State è un film con un tema tremendamente attuale. Attraverso una storia di fantascienza con tinte thriller porta a riflettere sulla società odierna e sulle future conseguenze di un mondo non privo di difetti.

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