Bene ma non benissimo, Recensione in anteprima

“è col sorriso che fotti la vita”
bene ma non benissimo
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Bene ma non benissimo di Francesco Mandelli nelle sale dal 4 aprile

Candida Morbillo è una ragazza di quindici anni che da Terrasini, un comune di Palermo, si trasferisce con il padre a Torino, in quanto sua madre è venuta a mancare e il padre ha perduto il lavoro, perché la salumeria dove ha lavorato fino a quel momento è stata assorbita da un centro commerciale che non intende assumere cinquantenni. La ragazza è così costretta a misurarsi con un duplice dispiacere: lasciare il paese natale dove riposa la madre e integrarsi nella nuova scuola torinese dove un trio di bulli è pronto a prenderla di mira.

Bellissimo il rapporto con il padre: crea un’alleanza basata sulla reciproca comprensione e difficoltà, sempre con il sorriso, perché “è con il sorriso che fotti la vita”.

La musica che accompagna il film

Il rapper Shade, sulla cui hit musicale è basato il titolo del film, fa una breve apparizione nei panni di sé stesso, idolo di Candida e figura di spicco della scena musicale torinese, sensile al tema del bullismo (da ragazzo ne ha subito vari episodi), si è mostrato ancora più generoso non volendo alcun compenso e aderendo totalmente al progetto, consapevole che il bullismo è un male che corrode la vita di molti giovani.

Torino protagonista del film

La città di Torino si può definire la terza protagonista della storia e la regia e la produzione fanno di tutto per metterla in mostra: dalla collina di Superga al Museo Egizio ai Murazzi, facendo da cornice a quello che in realtà è l’essenza e l’unico vero messaggio del film: l’amicizia. Difatti “sia il bullizzato che chi bullizza sono persone sole e quindi vittime; il non sentirsi soli e percepire l’amicizia come un valore è quello che sempre ci salva”.

La conferenza stampa con Francesco Mandelli

Durante la Conferenza Stampa, svoltasi dopo la proiezione del film, presso la Casa del Cinema, nella stupenda cornice di Villa Borghese, a Roma, il regista, Francesco Mandelli, ha dichiarato che avere deciso di affrontare lo spinoso tema del bullismo, con delicatezza, volendo intraprendere dopo la neo esperienza della paternità un percorso diverso, quasi come una favola sull’amicizia, sensibile e dritta al cuore. Secondo gli sceneggiatori, il film è soprattutto per i genitori più che per i giovani, dato che i primi sono molto spesso marginali quando si affronta il problema del bullismo, mentre ci si concentra troppo sui ragazzi.

La scelta della protagonista

Alla successiva domanda di cosa abbia influito sulla scelta della protagonista e di come sia stato lavorare con tanti giovani interpreti, il regista ha risposto che la parte più difficile della lavorazione del film è stata proprio la scelta dell’interprete principale, che all’inizio doveva essere un maschio, ma a seguito di varie ricerche, si è scoperto che la maggior parte delle vittime di bullismo sono femmine, quindi si è optato per un cambio di genere. Quando poi ha incontrato Francesca Giordano (Candida) che è bellissima nonostante non rispecchi i canoni classici, ma possiede le armi per affrontare le difficoltà e lei stessa ha ammesso, alla domanda che le è stata rivolta, se “anche nella vita è così tenera e cazzuta?” è risuonato un altisonante “SI’!”

“Lavorare con attori così giovani è stato molto bello. Io sul set ho avuto con loro un approccio gioioso e giocoso al contempo. Per loro il film era soprattutto un gioco e non volevo bloccarli dentro una sceneggiatura che li ingabbiasse. Sul set ho voluto mantenere sempre un’atmosfera allegra in modo che potessero essere spontanei e nel guidarli e dargli le indicazioni ho sempre cercato di non inibirli.”

Insolita per aspetto fisico è “diversamente magra”, come sostiene suo padre, o “cicciona”, come dicono i bulli, lo è ancora più per carattere: un’adolescente che non si piange addosso e che si sforza sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno, ironica, affettuosa, generosa e intelligente e piena di risorse: il suo modo di reagire alle provocazioni dei bulli è spiazzante, il suo altruismo commovente.

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