Hellboy si presenta come eroe imperfetto, Recensione in anteprima

dal 11 aprile al cinema

La ricomparsa del diavolo rosso

Hellboy è tornato. In questa nuova avventura lavora come Detective al B.P.R.D. (Bureau for Paranormal Research and Defense), la sezione che protegge la Terra da tutte le creature sovrannaturali che la minacciano.
Verrà mandato in missione in Inghilterra per affrontare dei famelici giganti, lì verrà a conoscenza del suo passato e delle sue origini. Nel mentre dovrà combattere contro Nimue, la Regina di Sangue, una potente strega tornata da tempi ancestrali, pronta a scatenare la sua ira verso l’umanità. Il demoniaco Hellboy si ritroverà in un leggendario scontro per impedire che il mondo finisca.

Hellboy: le origini

Il film Hellboy è il reboot della saga tratta dai fumetti di Mike Mignola, torna dopo undici anni di assenza dal grande schermo e lo fa usando come filo condutture la storia delle origini del protagonista.

Con Mignola che ha supervisionato la sceneggiatura si punta a una trasposizione più fedele dei fumetti. Le ambientazioni e le atmosfere risultano più dark, senza mai dimenticare la vena cinica e sarcastica del personaggio. Ci si spinge a una visione più matura, più violenta, maggiormente esplicita rispetto alla versione precedente. Gli effetti speciali vengono gestiti per la maggior parte del film ma nel finale della pellicola si calca fin troppo la mano e in alcune scene risultano fin troppo eccessivi, con l’interazione tra effetto digitale e attore che ne risente.

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Da una parte la pellicola di Hellboy pone attenzione alle origini del protagonista concentrandosi su concetti quali destino e redenzione. Sottolineando inoltre la figura dell’eroe imperfetto legato alla dualità umano/demone, sempre in bilico tra due mondi, sulla sottile linea che divide il bene e il male. Dall’altra parte troviamo una storia, con un ritmo costante, che prende spunti mitologici e spunti moderni, ma che non sempre riesce ad equilibrare questi elementi, alternando scene più o meno funzionali ed una narrazione che getta le basi per un eventuale sequel.

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Dietro la maschera di Hellboy troviamo un convincente David Harbour che è riuscito a suo modo a caratterizzare il supereroe demoniaco. Poteva invece essere gestito meglio, dato il suo interessante potenziale, il personaggio della villain Nimoe interpretato dall’eterea Milla Jovovich.

Si consiglia di rimanere fino alla fine dei titoli di coda dato l’inserimento di due scene extra, ormai pratica usuale nei cinecomic.

In conclusione

Il reboot di Hellboy rimane una scommessa rischiosa soprattutto per chi ha visto le precedenti versioni dirette da Guillermo del Toro. Riesce però a rilanciare questo iconico personaggio con una storia più intensa e dai contenuti  adatti ad un pubblico adulto.

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