Il ragazzo che diventerà re – La recensione in anteprima

dal 18 aprile al cinema
Il ragazzo che diventerà re
Il ragazzo che diventerà re

Una ironica revisione della leggenda di Re Artù

Il Ragazzo che diventerà re, film diretto da Joe Cornish, vede protagonista il giovane Alex (Louis Ashbourne Serkis), ragazzo inglese di 12 anni che per caso scopre la mitica spada Excalibur e riesce come il giovane Re Artù ad estrarla dalla roccia. Da quel momento la sua vita cambia radicalmente, da ragazzino timido e cresciuto solo con la madre, inizierà un viaggio che lo porterà a difendere l’Inghilterra dall’invasione delle forze del male e dalla perfida Fata Morgana (Rebecca Ferguson), decisa a distruggere il mondo.

Guarda il trailer del film qui.

Ad aiutare Alex, destinato a diventare “re in eterno” ci sono i nuovi cavalieri della Tavola Rotonda: il suo migliore amico Bedders e i due ex bulli Lance e Kaye, nonché un Mago Merlino (Patrick Stewart) dalle multiforme sembianze.

Una commedia d’avventura

Il ragazzo che diventerà re è una commedia d’avventura che porta dei giovani londinesi a contatto diretto con i miti fondativi della loro terra: quelli di Re Artù, di Mago Merlino, della Fata Morgana e della Spada nella Roccia.
Joe Cornish non è certo il primo regista che utilizza i miti arturiani come base per il suo cinema, l’originalità però è da ricercare nell’idea di calare quei personaggi nel mondo contemporaneo, fino ad ora infatti sono sempre stati i protagonisti del film a piombare nel passato e non viceversa.
In tempi di continuo revival non è una novità assistere alle avventure di una banda di ragazzini che sfida con Excalibur un’armata di guerrieri dall’oltretomba.

Come afferma Cornish:

“Miti e leggende come quella di Re Artù non hanno alle spalle un’enorme quantità di dati storici ma sono scritti e riscritti per adattarsi ai bisogni del tempo. Per tale ragione, è importante che le diverse generazioni facciano proprie le leggende: nello scrivere la sceneggiatura di Il ragazzo che diventerà re non ho fatto altro che prendere la mitologia esistente e usarla nel modo in cui volevo. Il cuore del mio film si basa sul codice cavalleresco che il mago Merlino insegna al giovane Artù nella leggenda: è il codice a cui si attennero tutti i cavalieri e che impose un comportamento morale serio. Onorare le persone che si amano, perseverare, astenersi dall’offesa e dire la verità: sono queste le regole fondamentali che dal codice ho trasferito in epoca moderna con il desiderio di spiegarne il vero valore ai ragazzi di oggi.”

Conclusioni

Il film risulta essere educativo per gli adolescenti e per il pubblico di ogni età, in quanto insegna il vero valore dell’amicizia e dell’esternare la verità a qualunque costo, perché questa vince sempre e comunque sul male.

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