Onirica, il ritorno del giallo all’italiana – recensione

un film di Luca Canale Brucculeri
ONIRICA
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Si può riportare all’attenzione del pubblico italiano del nuovo millennio il genere definito “Giallo all’italiana”?

Questa è la scommessa che il regista Luca Canale Brucculeri, credo, si pone con il film Onirica. Una scommessa non da poco, visto che gusti e mode dei giovani di oggi non sono più quelle dell’Italia degli anni 70/80.

Eppure Brucculeri ci crede e insegue questo suo sogno, realizzando un interessante film di genere, che pur omaggiando in toto la filmografia di Dario Argento, riesce nella difficile impresa di inserire delle innovazioni in un genere ormai dimenticato.

La storia è la classica caccia al serial killer che uccide ispirandosi a qualcosa, in questo caso alla filmografia di Dario Argento. Questa scelta, se da un lato è un chiaro omaggio di Luca Canale Brucculeri al regista Dario Argento, dall’altro introduce un elemento molto importante per il pubblico dei Millennial: far conoscere a questi ultimi un autore che forse molti di loro non sapevano esistesse. Ciò permette loro di recuperare le sue opere e in parte rivivere il genere del “Giallo all’italiana” .

Ma Onirica non è solo un pedante omaggio, ma un tentativo di rivitalizzandolo. Per farlo, Brucculeri utilizza una regia dinamica e molto ben ritmata, con soluzioni tecniche interessanti, anche con i limitati mezzi di cui probabilmente dispone e rendendo la città di Torino co-protagonista del film. Ad aiutarlo nell’impresa c’è una fotografia sempre attenta e che ben si fonde con le singole messe in scene e ciò aggiunge piacere nella visione dell’opera. Particolari non da poco nella cinematografia italiana di oggi, che spesso risulta banale troppo simile alle fiction televisive e quindi senza personalità.

Infine un plauso all’ottimo commento musicale, che rende onore al genere. Risulta sempre originale e perfettamente inserito nello sviluppo della storia. Una rarità nel panorama musicale dei film italiani quasi sempre ovvio e che si affidano alle hit del momento per strappare un interesse nello spettatore.

Unica sensazione negativa è la recitazione di alcuni attori, che spesso risulta poco spontanea, stonando con lo svolgimento della storia. La causa potrebbe essere legata ai dialoghi – in alcuni casi – frettolosi e/o superficiali.

Il nostro consiglio è quindi di vederlo per scoprire o riscoprire un genere tutto italiano che in molti, nel mondo, ci invidiano.

 

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