Rapina a Stoccolma; la recensione in anteprima #2

Dal 20 giugno al cinema

Rapina a Stoccolma racconta di un caso di cronaca ispirato ad una storia vera.

 Nel 1973 a Stoccolma Lars Nystrom (Ethan Hawke) per far scarcerare il suo amico Gunnar(Mark Strong) decide di irrompere nella banca centrale della città prendendo alcuni impiegati come ostaggi.
Lars con i suoi modi da rapinatore bizzarro, eccentrico ed imprevedibile riesce a conquistare le simpatie e l’aiuto dei rapiti. Tra questi troviamo Bianca (Noomi Rapace) moglie e madre devota che tra tutti instaura con lui un rapporto paradossale. Questo fatto diede origine alla patologia chiamata “Sindrome di Stoccolma”.

Rapina a Stoccolma uno psicodramma con tinte comiche.

Tratto da un articolo di giornale il film Rapina a Stoccolma alterna momenti adrenalinici a momenti di riflessione.
La narrazione funziona nel suo insieme cercando di amalgamare ed equilibrare vari generi quali action, dark comedy e dramma psicologico.

La colonna sonora diventa parte integrante del film con le canzoni di Bob Dylan in sottofondo. Vari elementi sono stati inseriti per caratterizzare e collocare il risvolto politico e socioculturale in cui la Svezia si trovava in quel momento e sul perché gli ostaggi si sentivano più vicini ai sequestratori che alla polizia che doveva salvarli.

Una storia con vari sviluppi emotivi ed emozionali dove i personaggi principali intraprendono un percorso interiore e di scoperta, in una situazione al di fuori della loro confort zone soprattutto per quanto riguarda gli ostaggi.

La scelta del cast risulta vincente con Ethan Hawke nel ruolo di Lars, un personaggio che viene ben caratterizzato tra libero pensiero, follia e umanità. Ma è l’impiegata Bianca, interpretata da Noomi Rapace, ad avere uno sviluppo narrativo più sfaccettato; a fare da mediatore con la polizia il carcerato Gunnar che ha il volto di Mark Strong non nuovo e a suo agio in questo tipo di ruoli.

In conclusione

Rapina a Stoccolma racconta una storia fuori dai soliti schemi dei film di genere. Puntando su un cast che riesce ad interagire e convincere, affrontando anche situazioni apparentemente assurde in un contesto di forte pressione.

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