Nureyev – The white crow; la recensione in anteprima

Al cinema dal 27 giugno

Nureyev – The white crow, la recensione in anteprima

Nureyev – The white crow è l’adattamento cinematografico della biografia di Jule Kavanagh, intitolata Nureyev: The Life e tratta la vera storia del ballerino e coreografo russo naturalizzato austriaco Rudolf Nureyev. Giovane avido di conoscenza, ballerino dal talento senza pari, ambizioso e ostinato, prima di diventare una leggenda Rudolf ha vissuto un’infanzia sofferta nella gelida città sovietica di Ufa. Provocante, sfrontato e assetato di libertà Rudolf decide di vivere la sua vita sempre fuori dagli schemi e la tournée del 1961 con la Kirov Ballet Company a Parigi è la risposta ai suoi desideri e al bisogno di conoscere più da vicino la cultura e il balletto occidentali. Ha solo 22 anni e quello è il suo primo viaggio fuori dall’Unione Sovietica, ma il suo comportamento anticonformista e l’amicizia con la giovane parigina Clara Saint attirano su di lui i sospetti del KGB. Le intemperanze hanno conseguenze drammatiche e al ballerino verrà proibito di partire per Londra con la compagnia: deve essere immediatamente rimpatriato e tornare in Unione Sovietica. Solo contro tutto e tutti Rudolf dovrà scegliere ancora una volta come calcare il palco scenico. Qual è il prezzo della libertà?

Nureyev è interpretato dal giovane e fiero Oleg Ivenko, talentuoso ballerino prestato al cinema, mentre Ralph Fiennes oltre a dirigere il suo terzo film, si ritaglia il ruolo di Alexander Pushkin, famoso maestro russo di ballo.
Flashback e andirivieni nel tempo (compresa la nascita nel 1938, in un vagone della Transiberiana zeppo di giocatori, ubriachi e contadini), per raccontare il momento un cui, nel 1961, l’astro nascente del balletto russo Rudolph Nureyev, sfuggì in maniera rocambolesca al rimpatrio e si consegnò alla polizia di Parigi.

Per ricostruire la storia di questo autentico artista si cammina costantemente lungo una linea temporale che oscilla tra presente e passato e ogni momento significativo del presente ci riporta ad attimi particolarmente difficili e toccanti della sua infanzia.
Nella pellicola sono sviluppati in modo interessante i momenti di sublimazione al cospetto di alcune opere d’arte che si ricongiungono a ricordi meno felici. Ricorre la figura del pittore Rembrandt, studiato con meticolosità dal protagonista. La curiosità e la necessità di accrescere la sua cultura sono, come per la danza, vissuti in modo ossessivo.

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Costante nel film la contrapposizione tra gli obblighi nei confronti del proprio paese e la ribellione che caratterizza il personaggio e con lo scorrere della pellicola e quello in cui la carriera e la vita del protagonista rischiano di subire a causa di ciò un drastico cambiamento.
Il regista ha voluto raccontarci gli attimi di tensione ben miscelati dai dettagli in primo piano e dai momenti di assoluto silenzio che rende lo spettatore immobile per qualche istante. Con il susseguirsi di queste scene, si comprende senza esitazione quale sia il punto centrale della narrazione e come Ralph Fiennes abbia voluto raccontare un lato della vita di Rudolf Nureyv poco nota, offuscando i momenti a sipario aperto, fondendo il contesto storico con la ribellione del protagonista.

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