The Quake: Il terremoto del secolo, recensione in anteprima

nelle sale dall’8 agosto

The Quake – Il terremoto del secolo – La recensione in anteprima, nelle sale dall’8 agosto

Trama: Il geologo Kristian Eikfjord è sopravvissuto allo tsunami di qualche anno prima che ha colpito la zona in cui vive ma che ha lasciato gravi danni nella sua psiche. Lui vive ancora a Geiranger, mentre la moglie Jdun con i figli Sondre e Julia, si sono trasferiti ad Oslo per tentare un nuovo inizio dopo la separazione causata dall’ossessione verso il suo lavoro. La strana morte di un ex collega mentre lavora in un tunnel, porta Kristian, grazie alla sua grande esperienza e al suo intuito, a scoprire che Oslo sarà presto l’epicentro di un terremoto ancora più violento di quello che colpì la città nel 1904.

Approfondimento: Diretto da John Andreas Andersen e sceneggiato da Harald Rosenlow Eeg e John Kåre Raake, The Quake: Il terremoto del secolo racconta di cosa accadrebbe oggi se un violento terremoto colpisse la città di Oslo. Ogni giorno i sismografi registrano piccole scosse sismiche quasi impercettibili, ma nessun geologo è in grado di prevedere se e quando un nuovo evento di quella portata possa ripetersi. Tutti sono però concordi nell’affermare che per densità abitativa e infrastrutture la città di Oslo è più vulnerabile oggi che nel 1904.

“I personaggi – ha affermato Andersen – sono strumentali per permettere al pubblico di osservare da vicino il disastro e viverlo. Perché se non lo si vive, non importa quanto spettacolari siano le scene realizzate. Pur offrendo emozioni da brivido, lo sviluppo dei personaggi e dei legami tra i componenti della famiglia è sempre stato al centro di The Quake: Il terremoto del secolo. Si segue da vicino Kristian, un padre in difficoltà che cerca di fare i conti con ciò che ha vissuto in passato. Non ci si dimentica di Julia, sua figlia, che è alla costante ricerca delle attenzioni del padre. E si tiene d’occhio Idun, l’amore della vita di Kristian. E si considera che tutti stanno per avere le loro vite completamente cambiate dalla spietata, brutale e cieca forza della natura”.

 

Considerazioni: Pensare a un film norvegese sui terremoti può sembrare assurdo, ma se si fa il punto della storia partendo da un fatto concreto, vale a dire che la Norvegia è sempre stata l’area sismica più attiva dell’Europa del nord e che nel 1904 il terremoto che colpì la capitale fu di magnitudo 5,4 della scala Richter, tutto appare più veritiero, come il non dimenticare il dramma che vive il protagonista.

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