Crawl – Intrappolati: la recensione in anteprima

Al cinema dal 15 agosto

Crawl – Intrappolati: la recensione in anteprima

Trama: Il film ambientato in Florida durante un uragano di notevole impatto, vede la giovane Haley che ignorando gli ordini di evacuazione, corre a salvare il padre Dave e lo trova ferito all’interno della sua casa dove si sta scatenando il ciclone. Ma non è tutto perché la furia degli elementi comporta l’arrivo, tramite l’acqua, di rettili voraci e pieni di forza e risorse: gli alligatori. Haley e Dave devono cosi combattere per la loro sopravvivenza in una situazione di estrema difficoltà.

Curiosità: Il titolo Crawl si riferisce tanto a quel seminterrato (in inglese “crawl space”), quanto al verbo “to crawl”, ovvero strisciare, che descrive bene il movimento dei coccodrilli. In Florida di coccodrilli ce ne sono tanti, pronti a strisciare fuori dal fango delle paludi artificiali e approfittare degli allagamenti occasionali per fare caccia grossa di carne umana, proprio come accade nel film! C’è ancora da sottolineare il sottile doppio senso del titolo: il crawl è anche lo stile libero del nuoto di cui Haley, la protagonista, è atleta grazie ad una borsa di studio sportiva. Per anni suo padre Dave è stato anche suo allenatore e continua a gareggiare e ad essere sempre superata in velocità e destrezza dalle compagne, risentendo le parole del padre che la spinge continuamente oltre i suoi limiti.

Gli alligatori e i coccodrilli sono una presenza relativamente frequente nell’ambito del genere horror, proprio per la loro capacità di rappresentare efficacemente un genere di ferocia e minaccia con cui non è possibile dialogare: è possibile solo fuggire o combattere, con poche speranze di farcela. Rispetto a un’altra icona del terrore appartenente al mondo animale, gli squali, i coccodrilli hanno anche il vantaggio di poter essere presenti sia in acqua sia sulla terra ferma.
Dietro la cinepresa c’è Alexandere Aja, che ha già firmato un altro film su bestie feroci che predano sott’acqua: Piranha 3D.

In Crawl il regista soddisfa le aspettative del pubblico rappresentando situazioni impossibili, aggiungendo una storia d’amore coinvolgente fra un padre presente ma eccessivamente esigente e una figlia che ha solamente il bisogno di tirare fuori il suo coraggio. Sta difatti qui la chiave di lettura di questo film, ovvero nello scambio dei ruoli tradizionali dove non è il papà a salvare la sua bambina, ma la figlia insicura ma tosta che cerca di tirare fuori dai guai e dalle fauci dei coccodrilli il padre e il fedele cagnolino.
Ce la faranno, i protagonisti, ad uscire dal loro “crawl space” interiore? Lo spettatore di fronte a molte scene di violenza ha sussulti ma sorride anche della loro surreale situazione e a commuoversi davanti al conflittuale legame padre-figlia.

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