C’era una volta a… Hollywood, la recensione “negativa”

dal 19 settembre al cinema

La nona pellicola di tarantino , racconta realmente quali sono le passioni del regista iconico,

da sempre appassionato di cinema in tutto e per tutto , con uno sguardo agli anni 70 , con eterna ammirazione alle produzioni di cinecittà e l’innegabile amore per il genere spaghetti western di Sergio Leone e Sergio Corbucci, passando dai film di arti marziali alle scene rosso sangue, vincente marchio di fabbrica di casa Tarantino. Un luna park per il regista, che sguazza tra citazioni e tributi sociali culturali e cinematografici.Gli ingredienti si ripetono in maniera un po nauseabonda, nel vedere le diverse inquadrature dei piedi delle splendide interpreti del film (passione risaputa la sua), sembra quasi che il film fatto da Tarantino sia un gran contenitore di elementi che hanno circondato ed ispirato il cineasta durante i suoi anni.

Tra le innumerevoli citazioni troviamo quella alla marca di sigarette Red apple, in una scena extra abbastanza divertente, al Kato Bruce Lee, allo stunt mike Kurt Russell, ai film italiani polizzieschi degli anni 70, al west e agli spaghetti western,  alle intro dei film in stile Grindhouse.

Il film vuole ripercorrere, a volte velatamente ed a volte meno, tutto il suo cinema, ma davvero tutto.

Il cast stellare non delude, tra tutti brilla però la stella di Margot Robbie, la sua bellezza offusca realmente le pecche del film. Da menzionare assolutamente l’interpretazione di Brad Pitt, un duro, un fedele amico, che ruba la scena e addirittura mette un po’ in ombra Leonardo Di Caprio.

Dopo Robert De Niro, visto nel film Jackie Brown, si aggiunge la presenza di un altro mostro sacro , Al Pacino, nella parte di un produttore vecchio stampo; Emile Hirsch, Dakota Fanning nello stranissimo ruola della ragazza in acido della comune di Charles Manson, piccola parte anche per il compianto Luke Perry. Da sottolineare anche la presenza di Maya Hawke, figlia d’arte , recente protagonista della serie Stranger things, piccolo cameo per Nicholas Hammond , interprete del primo spider man sul grande schermo, oltre a gran parte degli attori che il regista chiama per far parte dei suoi film, vedi Zoe Bell, Bruce Dern e Tim Roth, che però non vedremo per l’eliminazione della scena.

Il film scorre senza gli abituali stacchi in capitoli, ma attraverso una voce narrante, per la prima volta il soggetto ruota intorno ad un caso di cronaca di quel periodo, altra cosa da menzionare come nuova.

La vera novità che il regista ci offre, è nelle sequenze di suspence, creando un’atmosfera inedita di tensione, dimostrando che potrebbe regalarci una pellicola horror, non splatter, ma di vera e propria inquietudine.

Insomma gli ingredienti sono davvero di prima qualità e di eccelsa fattura, ma….

Il film non decolla, scorre scorre, la trama davvero debole rispetto alle altre sceneggiature, sembra un collage di tutto quello che Tarantino rappresenta nel nostro immaginario,  la fotografia degna di nota, ma po’ sperimentale , non lascia il segno cosi come tutta la storia…, che realmente non emoziona, anzi resta ai nastri di partenza.Il finale che resta senza ombra di dubbio, la cosa più bella di un film che non resta dentro….

Sembra che il regista non abbia un buon feeling con gli anni sessanta settanta, e che abbia davvero forzato la mano con i vari tributi e riferimenti al cinema di quel periodo, trascurando la sceneggiatura e i dialoghi. Ma tutto penso sia dovuto alla grande aspettativa che si ha prima di andare al cinema.anche se si tratta di Tarantino, un regista al quale si può far passare tutto.

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