Io, Leonardo: La recensione in anteprima

un film originale e innovativo, nelle sale dal 2 ottobre

Io, Leonardo: La recensione in anteprima – un film originale e innovativo, nelle sale dal 2 ottobre

La bellezza virile di Luca Argentero e il suo sguardo ipnotico, sono chiamati ad incarnare uno dei più grandi geni dell’umanità: Io, Leonardo, il nuovo film d’Arte Sky realizzato in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla scomparsa dello scienziato e artista toscano, morto il 2 maggio del 1519 ad Amboise in Francia.
“Io, Leonardo” è un racconto alla scoperta dell’uomo, dello scienziato, dell’artista e dell’inventore che accompagna lo spettatore in un viaggio nella mente dell’artista con uno sguardo diverso, lontano dai soliti stereotipi. Film drammatico che non ha la pretesa di essere divulgativo ma soltanto di mostrare al pubblico il dramma interiore di Leonardo che ha il suo apice nelle scene finali.

Il rischio che corre questo genere di pellicola è quello di essere uno sterile documentario, qui superato dal modo in cui viene affrontata la vita del protagonista, anche perché raccontata da un narratore, Francesco Pannofino, che vuole essere un altro personaggio che rende l’anima di Leonardo l’argomento principale e non i suoi capolavori.
Innovativo anche il modo in cui viene rappresentato l’artista: giovane e bello e no vecchio e con la barba come viene sempre rappresentato, le fonti antiche lo descrivono come bello, un uomo che denotava grazia e forza. L’autoritratto che si trova nella Biblioteca Reale di Torino che risale all’Ottocento, autografo di Leonardo, probabilmente non ritraeva lui, bensì una persona più anziana, perché negli anni ’90, in cui lo dipinse, egli non aveva sessant’anni.

Punti di forza del film sono i dialoghi, tratti dei suoi scritti, in particolare dal Trattato sulla pittura, anche se alcune frasi sono state romanzate per renderle più comprensibili al pubblico e farlo quindi sentire più vicino al personaggio. I costumi che ci fanno scoprire, ad esempio, che il rosa di quell’epoca era più una specie di bordeaux, tonalità dell’abito che Leonardo indossa durante tutto l’arco narrativo del film. Il narratore che qui scava a fondo nei turbamenti d’animo dell’artista per rilevare la sua psicologia dietro ai magistrali dipinti per spiegare da dove derivano le sue idee. Gli effetti speciali che aiutano a vedere la realtà attraverso gli occhi di Leonardo che era in grado di osservare i dettagli più sfuggenti, soprattutto la luce che diventa improvvisamente buia e le pareti che sembrano chiudersi su di lui.

Concludendo: la pellicola affronta un inedito percorso in cui la vera protagonista è la mente dell’inventore.

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