Bad Cop Bad Cop, la recensione della webserie

di Lala Costa e di Guillermo Canba

Due sudamericani a Beverly Hills, poliziotti “cattivi”

Due poliziotti nel lussuoso quartiere di Beverly Hills sono seduti nella loro auto di pattuglia e mentre aspettano di entrare in azione o di terminare il turno, parlano tra loro.

La caratteristica di Bad Cop Bad Cop è che, come suggerisce il titolo, non c’è il poliziotto buono e i due, un uomo e una donna, prendono in giro chiunque gli venga in mente: prima dei bambini e il tipo di educazione che questi ricevono. Poi, invece, in maniera più centrata, prendono in giro i giovani ragazzi e ragazze – citano infatti Starbucks come luogo di incontro – che cercano di intraprendere una carriera nel mondo del cinema.
Lo show, pensato come una webserie da episodi di breve durata, si presta ai più disparati argomenti, dando così la possibilità di sorprende a ogni episodio e di non stancare mai, restando imprevedibile. Inoltre, l’idea di avere due poliziotti sudamericani che parlano in spagnolo a Beverly Hills e non in inglese, potrebbe fornire in futuro ottimi spunti di divertimento, soprattutto in vista di possibili soggetti arrestabili.

Da elogiare le interpretazioni di Lala Costa e di Guillermo Canba, che nei panni dei due poliziotti forniscono interpretazioni credibili e naturali. Costa, che interpreta la poliziotta portoricana, ha iniziato la sua carriera da attrice nel 2003 e in questa webserie veste i panni di sceneggiatrice, montatrice e produttrice. Canba, invece, ha iniziato la sua carriera da attore nel 2010 e in Bad Cop Bad Cop, oltre a vestire i panni di poliziotto messicano, ha anche il ruolo di direttore della fotografia e produttore.

Bad Cop Bad Cop ha già vinto alcuni premi come Miglior Best Buddy Comedy al Silver State Film Festivale e come Best Crime Comedy Short al Silicon Beach Film Festival.

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