Fleabag, ecco perché abbiamo bisogno di una serie così

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Fleabag è una delle serie più acclamate del 2019, prodotta dalla BBC ed è distribuita da Amazon Prime.

E’ scritta e interpretata da quel prodigio di nome Phoebe Waller-Bridge (Broadchurch e altro), che ha trasposto sullo schermo una sua rappresentazione teatrale di grande successo.

E’ stata premiata praticamente ovunque.

Nel cast vi sono anche la mitica Olivia Colman (Broadchurch, The Crown in tv e La favorita al cinema) nei panni della matrigna artista alternativa che però non è perfida come appare.

Sian Clifford(L’ispettore Barnaby. Proviene anche lei dal teatro), che presta il volto a Claire, la sorella complessata di Fleabag.

Bill Paterson (Doctor Who, Dickens – L’uomo che inventò il Natale e molto altro) nei panni del padre.

Hugh Skinner (Star Wars The Last Jedi, Poldark e diverse altre cose) che presta il volto a Harry, l’ex di Fleabag.

Inoltre vanno segnalati Jenny Rainsford (Questione di tempo, La favorita) nei panni della migliore amica di Fleabag, Boo, con cui ha aperto la caffetteria a tema porcellini d’India.

Brett German, che presta il volto a Martin (Stranger Things), marito alcolista ed egocentrico di Claire.

Una divina Kristin Scott- Thomas nei panni di Belinda, collega anticonformista di Claire.

E infine un grandissimo Andrew Scott (il celebre Moriarty della serie cult Sherlock) che presta il volto ad un affascinante e dolcissimo prete.

La storia è intricata e non solo per essere una commedia.

Del resto la vita è complicata e pretendere una storia lineare e perfetta dall’arte che imita la vita, fa ridere.

Fleabag è una ragazza molto attiva sessualmente, insicura, fragile, bisessuale.

Fleabag ha relazioni interpersonali complicate

Crede di non essere amata dalla sua famiglia e ha commesso un errore terrificante con Boo, spingendola, involontariamente, al suicidio.

Ciò la porta a odiarsi e autopunirsi, combinandone di tutti i colori in pubblico e in privato, senza mai lasciarsi veramente andare nelle relazioni con gli altri.

Con la sorella sono continui alti e bassi, anche per colpa di Claire, che soffre di complessi pazzeschi nei suoi confronti.

Inoltre la donna non sembra essere in grado di liberarsi del rapporto tossico e autodistruttivo con Martin, questo nonostante lui sia un alcolista, approfittatore e molestatore (anche con la cognata).

Claire arriva pure a troncare i rapporti con Fleabag, pur di salvare un matrimonio ormai morto e sepolto. Paradossalmente sarà il giovane figliastro a spingerla, tra gli altri, a  troncare il tutto, oltre al ritrovato rapporto con la sorella.

Il padre è legato ad una donna indipendente, un’artista molto controversa, che non fa mistero delle sue pulsioni sessuali, mettendo in imbarazzo le due ragazze.

La caffetteria è un disastro totale dopo la morte di Boo.

Fleabag si autopunisce anche nel lavoro

Fleabag non sembra essere intenzionata a far  qualcosa, finendo per mandare monte i colloqui per chiedere dei prestiti per salvarla.

Tuttavia vi sarà una svolta nella vita della giovane, proprio grazie ad un consulente con cui, inizialmente, si era creato un grosso equivoco.

Il continuo rubare la statuetta a forma di busto alla matrigna, sembra essere qualcosa di morboso e cattivo.

In realtà, lo scopriremo poi, è un modo per non perdere del tutto il contatto con la madre, l’unica persona che l’ha amata davvero.  E colei a cui è ispirata la statuetta.

Tramite questo piccolo oggetto scopriremo che la matrigna, sapendo dei furti, tace per sincero affetto nei confronti di Fleabag.

La serie è cruda e per certi versi pesante, non risparmia nulla ed è più volte un pugno allo stomaco, eppure è liberatoria perché esplora l’universo femminile in maniera inusitata.

In tal senso è emblematico il monologo sublime di Kristin Scott-Thomas sulla menopausa, terribile, crudo e molto veritiero.

Non si può non citare la figura del giovane prete, Andrew Scott lo rende di una sensualità pazzesca anche e soprattutto perché è un uomo di una bontà disarmante.

Una bontà vera, costruita attraverso l’intelligenza, la cultura e una vita complicata da rapporti familiari non proprio semplici.

Su di lui si sono evitate tante banalità e luoghi comuni, visti e stravisti sui preti.

Fleabag guarisce grazie all’empatia

Il suo personaggio crede  fermamente in Dio, non è un ipocrita, è un uomo capace di amare, in ogni senso possibile e ha un rispetto profondo di chi non la pensa come lui.

Infatti non ha nessuna intenzione di convertire Fleabag, con cui costruisce una sincera amicizia e non solo quello.

Sarà il loro rapporto a guarire la ragazza.

Aver capito di poter amare di nuovo, totalmente, lasciando andare via la sua finta aria di cinismo, la trasforma e le dà nuove chance nei rapporti umani.

Non si può non tifare per lei e la sua riuscita nella vita. Qualunque sarà il suo volo.

Magnifico e intenso anche il rapporto con il padre, che spinge a sposare la matrigna, perché lo vuole felice.

Una serie attuale e sincera, cruda senza essere sboccata, appassionante e intelligente, senza essere pedante.

Una serie femminile veramente.

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