New Amsterdam – Recensione

Recensione delle prime due stagioni di New Amsterdam, serie medical della NBC

New Amsterdam – Medical di impatto

New Amsterdam è una serie tv ideata da David Schulner, basata sul libro autobiografico Twelve Patients: Life and Death at Bellevue Hospital di Eric Manheimer e viene trasmessa dalla NBC dal 25 settembre 2018.

Protagonista di New Amsterdam è il dottor Max Goodwin.

E’ interpretato dal carismatico e affascinante Ryan Eggold.

Eggold già mi aveva colpito in The Blacklist, dove riusciva a tenere testa a un eccellente James Spader.

Da qui in avanti saranno presenti pesanti SPOILER.

New Amsterdam si basa su una storia vera

Max è praticamente l’alter ego di Eric Manheimer, direttore di uno dei pochi ospedali pubblici degli Stati Uniti.

Max prova ad essere prima di tutto un dottore e un essere umano e poi un dirigente e un manager.

Non è facile in una nazione dove la sanità pubblica praticamente non esiste e i pochi ospedali gratuiti sono usati dai manager per fare soldi, esattamente come quelli privati.

Chi si lamenta della nostra sanità dovrebbe fare un giro da loro.

Capirebbe perché raccontare degli ospedali pubblici e dei loro problemi sia molto importante.

Ecco perché, al di là di ogni giudizio tecnico e artistico, prima di tutto bisogna ringraziare il dottor Mannheimer per aver raccontato la sua esperienza personale.

E rendere pubblici certi problemi, tanto come paziente quanto come dottore.

I protagonisti principali di New Amsterdam

Max ha accettato di dirigere il New Amsterdam, di nascosto dalla moglie Georgia (a cui presta il volto la bella e brava Lisa O’Hare – Castle e Undercover).

Lui ama molto ed è ricambiato ma il loro rapporto è molto complicato.

Anche perché lei è incinta e la gravidanza è a rischio.

Non bastasse Max scoprirà di avere un cancro alla gola…

Il loro rapporto matura molto davanti ad una prova così dura.

I due diventano più uniti che mai, tanto che l’attesa per la nascita della piccola Luna diventa ogni giorno più fremente.

Purtroppo per loro, alcuni fan, troppo interessati alle coppiette e non ai temi seri del telefilm, hanno spinto per separarli.

Così gli autori hanno ceduto (dopo le solite e ripetute minacce di morte), ahimé, uccidendo la povera Georgia.

Georgia, infatti, muore, poco dopo la nascita di Luna, con una scena a dir poco demente.

Tuttavia, per fortuna, gli showrunner non li hanno accontentati fino in fondo.

Infatti non metteno Max insieme a… beh qui dobbiamo parlare di qualcun altro.

Attorno al dottor Goodwin, infatti, ruota un gruppo di personaggi interessanti e sfaccettati, interpretati da altrettanti attori validi.

Il primo personaggio interessante è l’oncologa Helen Sharpe, a cui presta il volto la bellissima e talentuosa Freema Agyeman, nota ai più per il ruolo di Martha Jones in Doctor Who.

Helen, prima dell’arrivo di Max, era presa più dalla promozione dell’ospedale, che non dal suo lavoro di dottoressa.

Non appena il dottor Goodwin si installa alla direzione, le fa capire che o torna al suo lavoro, con impegno oppure non dovrà tornare.

Helen così ritrova la passione per la medicina e l’empatia per i pazienti, per cui diventa un punto di riferimento, a cominciare da Max.

Una bella amicizia

Il loro rapporto si fa sempre più forte e francamente io amo la loro amicizia ma non ho mai visto altro, come invece certi pseudo fan hanno visto.

Helen, è vero, ha un debole per Max, lo esternerà più volte nel corso della serie ma mette anche dei paletti ben precisi e non supera mai il confine, cercando di farsi una vita altrove.

Anzi comprende che Max ama sua moglie Georgia e quando questa morirà, per lui sarà un trauma doppio, in quanto, si ritrova solo a crescere una neonata e a gestire l’ospedale, oltre a cercare di superare il dolore.

Max vede la moglie anche dopo morta, come se i due stessero ancora insieme, sa che è un’allucinazione, in questo è molto lucido ma è dura dargli torto.

La morte di qualcuno di caro ci devasta dentro e ripetere strenuamente che bisogna andare avanti non serve a nulla.

Le persone che amiamo sono sempre con noi, ci hanno lasciato tante cose e nessuno va mai veramente avanti.

Perché siamo meravigliosamente imperfetti e umani e perché quello che ci danno gli altri è essenziale per farci crescere.

Helen stessa lo sa, visto che ha perso qualcuno di caro e la sua voglia di maternità è anche legata a quel lutto, quindi non capisco e non capirò mai questa insistenza nel volerli insieme.

Anche l’amicizia è amore e la loro è una splendida amicizia.

Il mio personaggio preferito di New Amsterdam

Dopo i due personaggi principali, che apprezzo molto, vi presento il mio personaggio preferito.

La dottoressa Lauren Bloom, interpretata dalla splendida e bravissima Janet Montgomery, famosa per il ruolo della strega Mary nella serie Salem.

Lauren, primario del pronto soccorso, è una forza della natura.

Viene lasciata da Floyd,il primario di chirurgia cardio-toracica, per incompatibilità etnico-culturale.

Lauren ne resta amica e gli presenta la donna della sua vita, Evie (interpretata dalla cantante jazz, Margot Bingham), la capa dell’ufficio legale del New Amsterdam.

Tuttavia la loro separazione non sarà per nulla indolore.

La giovane, infatti, va in crisi, inizia a fare turni su turni, uno più massacrante dell’altro, prendendo in maniera esagerata le pillole che usa per suo disturbo.

Finisce ricoverata in un centro tossicologico, dopo la denuncia di Helen, che vuole salvarla.

In principio Lauren non prende bene questo gesto, poi la ringrazierà perché comprende che è solo grazie all’amica che è tornata ad essere una brava dottoressa.

Nella seconda stagione la vediamo anche lottare contro il dolore fisico, per le operazioni subite, dopo lo stupido incidente che ha ucciso Georgia.

Non solo, dovrà sopportare anche con le crisi di astinenza.

Infine affrontare la madre, con-causa dei suoi problemi di dipendenza e con cui lentamente si riavvicinerà.

Altri personaggi interessanti di New Amsterdam

Arriviamo poi a Iggy Froome, a cui presta il volto Tyler Labine, famoso per il ruolo di Larry in Mad Love.

Iggy è il primario del reparto di psichiatria, è particolarmente abile con gli adolescenti ed è sposato con un uomo, con cui ha adottato 4 figli.

Anche lui, come Lauren, è in contrasto con i propri genitori, in questo caso per la propria omosessualità e non sopporta le regole ferree dell’ospedale, quindi l’arrivo di Max è una manna dal cielo per lui.

E’ un uomo affascinante e carismatico, che nasconde una profonda insicurezza per il proprio aspetto fisico non in linea con gli standard di bellezza, così a volte si spinge a dare fin troppo agli altri.

Altro personaggio intrigante è Vijay Kapoor ( interpretato dal carismatico attore di Bollywood, Anupam Kher) , esperto di problemi neurologici.

E’ una persona gentile, empatica e disponibile, pronta ad aiutare gli altri.

Tra loro anche la mancata nuora, incinta dI Ronald (figlio di Kapoor), che l’ha abbandonata quando ha saputo della gravidanza.

Kapoor è un uomo che ha sbagliato molto in passato, in primis proprio con Ronald e teme che sia colpa sua quanto accaduto con la ragazza.

I difetti

E veniamo ad alcune note dolenti.

La prima, a mio parere, è il dottor Floyd Reynolds, a cui presta il volto Jocko Sims, celebre per il ruolo di Carlton Burk nella serie The Last Ship.

Il problema più grosso del personaggio non è certo l’attore che lo interpreta, che tutto sommato è anche bravo ma è proprio il modo in cui è scritto.

Legato a Lauren, la lascia perché non è nera, anche se ne è innamorato, si lascia prendere subito da Evie, dopo due volte che escono.

Inoltre non si accorge minimamente dei problemi delle persone attorno a lui finché non gli vengono sbattuti in faccia dai casi lavorativi o dalle persone.

E’ egocentrico, superficiale e vanaglorioso. Hanno cercato di farne una copia del mitico dottor Benton di E.R., in parte, senza riuscirci mai.

Conclusioni

Gli showrunner sembrano costretti a seguire certe follie dei fan sui personaggi e sulle storie, a discapito delle problematiche serie che il telefilm affronta.

In primis il fatto che molto spesso i dottori di buon cuore siano costretti a inventarsi patologie e scappatoie legali per salvare la vita ai propri pazienti, anche mentendo e truffando lo stato.

Sbagliato? Non credo.

E’ una denuncia vera e propria ad un sistema sanitario che privilegia i ricchi e lascia morire i poveri per strada, quindi onestamente preferisco sentire parlare di questi temi, che non di tizio che sta con caio.

In conclusione una buona serie medical, dove il dramma e l’attualità si mescolano bene, nonostante qualche pecca.

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