Spider-Man: No Way Home; la recensione del film (No spoiler)

Dal 15 dicembre al cinema

Spider-Man: No Way Home – Tornano le avventure dell’amichevole Spider-Man di quartiere.

Dopo gli eventi di Spider-Man Far From Home, Mysterio ha svelato al mondo la vera identità di Spider-Man. La realtà di Peter Parker(Tom Holland) viene stravolta e la sua vita non è più quella di prima.

Peter chiede aiuto al Doctor Strange(Benedict Cumberbatch) se può con un incantesimo far sì che venga cancellato dalla memoria di tutti il ricordo sull’identità di Spider-Man. Purtroppo l’incantesimo non andrà a buon fine e produrrà una spaccatura nello spazio tempo. Dopo ciò Peter dovrà confrontarsi con alcuni villain arrivati da universi paralleli e riscoprire cosa significhi essere davvero Spider-Man.

Spider-Man: No Way Home – Da grandi poteri derivano grandi responsabilità

Continua la fase 4 con Spider-Man: No Way Home, ventisettesimo film del Marvel Cinematic Universe (MCU).

Alla regia torna per la terza volta Jon Watts che confeziona un cine-comic polifunzionale. Dove la narrazione si sviluppa abbastanza uniformemente su più livelli, con parecchi rimandi e connessioni a film precedenti incluso Spider-Man into the Spider-verse.

In questo capitolo il personaggio di Peter dovrà fare alcune scelte ed affrontare determinate situazioni che lo porteranno ad intraprendere un percorso interiore che lo farà crescere nel bene o nel male. Inoltre inserisce la spiegazione del multiverso attraverso il personaggio del Doctor Strange che ha una doppia funzione; funge da sorta di figura paterna per Peter e viene utilizzato come elemento per dare spessore alla narrazione. L’espediente del multiverso permette alla storia di avere un respiro più ampio ed includere una serie di elementi che danno un tono più maturo rispetto al capitolo precedente.
Non mancano situazioni comiche, forse fin troppe, che strappano più di una risata e che tendono sempre a tener presente il politically correct. Ormai linea costante dei film Marvel.

Il ritmo della pellicola funziona per la maggior parte della durata, alternando momenti di riflessione e scene d’azione, alcune più funzionali di altre. Si risente un utilizzo eccessivo degli effetti speciali, negli scontri con alcuni villain. Però la regia riesce sempre ad essere molto equilibrata. Watts gestisce in modo corretto lo spazio di ogni singolo personaggio anche quando ce ne sono molti in scena.

Tornano la maggior parte dei personaggi già visti nei film precedenti come Ned, il migliore amico di Peter e MJ, interpretata da Zendaya, che lo aiuteranno nel suo percorso, espediente che permette anche un approfondimento maggiore del trio.

Spider-Man: No Way Home

Spider-Man: No Way Home – Una scena del film

Nella pellicola Spider-Man: No Way Home ritroviamo inoltre alcuni dei villain iconici degli episodi precedenti, come Electro interpretato ancora una volta da Jamie Foxx e il Dottor Octopus interpretato da Alfred Molina, con cui Peter dovrà scontarsi per poter ristabilire l’equilibrio nel proprio universo.

Immancabile la scena nei titoli di coda e una piccola sorpresa alla fine di questi.

In conclusione

Spider-Man No Way Home tra scene d’azione, momenti di riflessione e qualche colpo di scena, porta sullo schermo un cine-comic visivamente accattivante con molti risvolti emozionali che intrattiene. Strizza l’occhio ai fan di vecchia e nuova generazione. Funziona sia come capitolo di una trilogia stand alone, sia come film di collegamento per Doctor Strange in the Multiverse of Madness.

Categorie
CinemaNewsRecensioniWideNews

Le Ultime Novità: