Il male non esiste: La recensione in anteprima del film

Dal 10 marzo al cinema

Il male non esiste: Il nuovo film diretto da  Mohammad Rasoulof

Il film Il male non esiste propone 4 storie sull’Iran del giorno d’oggi.

La prima storia segue Heshmat(Ehsan Mirhosseini) un marito e un padre di famiglia con un carattere gioviale ed accomodante, ma il suo lavoro notturno porta un’ombra oscura sulla sua vita.
La seconda storia si concentra  su Pouya(Kaveh Ahangar) che ha appena iniziato il servizio militare ed ha un dilemma morale da affrontare. Dovrà decidere se obbedire o meno ad un ordine dei suoi superiori.
Javad(Mohammad Valizadegan) invece è un soldato, che ha conquistato ad altissimo prezzo tre giorni di licenza per andare a trovare la sua fidanzata e farle la proposta di matrimonio.
L’ultima storia  è dedicata a Bharam(Mohammad Seddighimeher)un medico a cui è stato impedito di praticare la professione. Dopo vent’anni ha deciso di rivelare alla nipote un segreto che lo tormenta da una vita.

Il male non esiste: un viaggio nell’animo umano.

La pellicola Il male non esiste è vincitrice dell’Orso d’oro alla 70esima edizione del Festival di Berlino, vede impegnato Mohammad Rasoulof nel triplo ruolo di regista, sceneggiatore e produttore.

Il film, diviso in racconti, offre quattro punti di vista differenti, con al centro la delicata tematica della pena di morte.

Funzionano le quattro storie proposte, dove il ritmo viene accelerato o dilatato a seconda del punto di vista dei protagonisti. Risultano punti di forza del film la potente fotografia e la colonna sonora.

 

Il regista sceglie di proporre una narrazione diretta, a tratti cruda e senza orpelli, ma nel contempo intima. Confeziona in modo lineare e classico i quattro racconti. Descrive i tormenti e i dubbi dei vari personaggi davanti alla drastica scelta della pena di morte. Dove qualunque decisione si prenda porterà a delle dolorose conseguenze. Soprattutto in una società come quella iraniana che ha un sistema politico repressivo, dove viene imposta la pena di morte e trasforma le persone in ingranaggi del sistema.

Quattro storie connesse tra loro da un filo conduttore.  Raccontano la fragilità dell’essere umano che viene esposta davanti a scelte obbligate. Dove l’etica e la moralità del singolo individuo può venire annullata, ma che comunque lascia un piccolo spazio al libero arbitrio. Infatti Il film pone al pubblico la difficile domanda e chiede di mettersi al posto dei personaggi.
Una sorta di film dossier, che intraprende un percorso spinoso che dimostra coraggio e che oltre a porre una critica sul sistema, cerca di analizzare quanto l’essere umano viene considerato responsabile di una scelta in un determinato contesto.

In conclusione

Il regista Mohammad Rasoulof con Il male non esiste porta sullo schermo un film protesta sulla pena di morte in Iran, ma anche un sottile appello su come le cose potrebbero cambiare attraverso la scelta delle persone. Una pellicola che fa riflettere, dove attraverso le quattro storie proposte pone davanti al pubblico uno spaccato di realtà. Inoltre racconta, con una certa poeticità, come ci sia comunque la possibilità di una minima scelta individuale di fronte all’abbattimento dei diritti umani.

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