Everything everywhere all at once: La recensione del film

Dal 6 ottobre al cinema

Everything everywhere all at once: Il multiverso secondo “I Daniels”

Evelyn Wang(Michelle Yeoh) è una donna sino-americana che sta vivendo un momento difficile della sua vita, sia a livello privato che lavorativo. Il fisco ha richiesto un accertamento sulla lavanderia che gestisce con il marito(Jonathan Ke Quan).

Quando Evelyn scopre che lei è la chiave per non far distruggere degli universi paralleli che coesistono con il nostro, la sua vita prenderà una nuova piega.

Riuscirà a salvare sè stessa, la sua famiglia e gli altri universi?

Everything everywhere all at once: Un fantasy comedy per Michelle Yeoh

Everything everywhere all at once è stato presentato in anteprima al South by Southwest ed è prodotto dai fratelli Russo. Alla regia, ma sopratto alla sceneggiatura troviamo “I Daniels” composto dal duo Dan Kwan e Daniel Scheinert, noti principalmente per il film Swiss Army Man.

I registi tornano sul grande schermo con il loro secondo film che potrebbe diventare un cult, soprattutto per un determinato tipo di pubblico.

Quanto conosciamo del multiverso e quanti universi paralleli possono esistere con noi al centro?

Una domanda che ci si pone spesso durante la visione del film.

La pellicola Everything everywhere all at once è un ibrido di generi tra commedia, fantasy e dramma, che non dimentica mai il genere indie da cui prende profondamente ispirazione e forma.
La narrazione è al servizio di un cast interessante. Capitanato dalla versatile Michelle Yeoh, dove insieme a lei ritroviamo nel ruolo del marito Jonathan Ke Quan noto per i suoi ruoli in Indiana Jones e i Goonies, tra i personaggi secondari viediamo anche  Jamie Lee Curtis nei panni nell’eccentrica Deirdre.

“I Daniels” propongono molti elementi diagetici nella struttura narrativa con alcune scelte più funziali di altre,  ma dietro la patinata confusione che potrebbe portare il concetto di multiverso e il mix di generi, troviamo una storia abbastanza coesa e compatta. La protagonista è una donna che vorrebbe fare tantissime cose, ma che non riesce a completare neanche una. Cerca di dare un equilibrio in in tutto quello che fa illudendosi che la sua vita vada bene quando invece non è così.
La pellicola usa come espediente narrativo l’elemento fantasy per focalizzarsi sul rapporto complesso tra genitori/figli e i rapporti interpersonali. Propone anche un interessante e realistico spaccato sulla comunità sino-americana e sui vari problemi di inclusività che vive in una società diversa dalla propria.

Quello che colpisce di più è il lato visivo della pellicola, dove tra scene improbabili, surreali, irriverenti a tratti al limite dell’assurdo. Il duo registico riesce quasi sempre a trovare un certo equilibro nell’insesatezza proposta senza andare oltre e diventare un estrema parodia di sè stessi.

In conclusione

Con Everything Everywhere all at Once “I Daniels” portano sullo schermo un tipo di cinema fuori dai soliti schemi, che riesce in qualche modo a smuovere una sorta di immobilità cinematografica legata ai contenuti che si vedono ultimamente.
Se avete apprezzato Scott Pillgrim vs The World o proprio Swiss Army Man allora è la pellicola che fa per voi.

Categorie
NewsRecensioniWideNews

Le Ultime Novità: