Nomadland: la recensione del film

Dal 29 aprile nei cinema selezionati e dal 30 sulla piattaforma Disney Plus

Nomadland: Nella terra dei nomadi moderni

Il film Nomadland segue la storia di Fern(Frances McDormand) nella Grande recessione.

La donna è una vedova sessantenne che è stata obbligata a lasciare la cittadina industriale di Empire, in Nevada, perché la fabbrica a cui faceva riferimento e in cui lavorava il marito, viene chiusa. Da quel momento, ormai senza una dimora fissa, gira per gli Stati Uniti vivendo alla giornata nel suo furgone che ormai chiama casa. Incontrerà varie persone sul suo cammino, che per necessità o per scelta hanno intrapreso lo stesso percorso.

 

“Non ci sono addii. Ci vediamo lungo la strada”

Nomadland – Approfondimento

Il film Nomadland ha conquistato vari premi, tra cui tre premi Oscar come miglior film, miglior regia, miglior attrice e miglior film al Festival di Venezia dov’è stato presentato.

La pellicola è un adattamento del libro Nomadland – Un racconto d’inchiesta della giornalista Jessica Bruder.

La regista Chloé Zhao si inspira al libro in maniera molto personale, tra documentario e storia di finzione sviluppa la narrazione su due livelli.

Il primo livello segue la protagonista attraverso un’America in un contesto estremo, ai margini della società in un periodo molto difficile. Lei che si considera più una nomade che una senza tetto, vive un’esistenza fatta di lavori saltuari, piazzole di camperisti, campeggi, luoghi di fortuna dove poter parcheggiare per passare la notte.

Il secondo livello segue il percorso interiore di Fern. Con una rielaborazione del lutto e di perdita che la porta in un circolo vizioso, ancorata ad un passato che non riesce a lasciare andare, pieno di solitudine, ricordi, qualche rimpianto. L’incontro e la condivisione delle esperienze con gli altri “nomadi” la aiuteranno a ritrovare sé stessa.

La sceneggiatura e la fotografia sono essenziali, senza essere troppo ridondanti la maggior parte delle volte.  La regista propende per una ricerca di un quadro insieme piuttosto che analizzare un determinato particolare, soprattutto per quanto riguarda la fotografia, con l’utilizzo di campi lunghi o totali e con pochi inserimenti di primi piani.

Frances McDordand si cala in un personaggio a lei congeniale, non lontano da molti altri che ha interpretato nella sua carriera, che riesce a trasmettere un disagio continuo che cerca di gestire.

In conclusione

Nomadland porta sullo schermo una storia interiore, intima, di riflessione, a tratti emozionale; un road movie non solo legato alla protagonista, ma fortemente connesso con le persone e le loro esperienze di vita.
Un film che potrebbe dividere il pubblico data la tematica trattata, visto che la regista poteva approfondire ed essere un po’ più incisiva nel raccontare un determinato periodo sociopolitico.

Scriveteci cosa ne pensate di Nomadland e continuate a seguirci sulla nostra pagina Facebook WideMovie.it

Categorie
CinemaNewsRecensioniWideNews

Le Ultime Novità: