A quiet place II; la recensione del film in anteprima

Dal 24 giugno al cinema

A Quiet Place II – Si torna a fare silenzio

Nel film A quiet Place II continuiamo a seguire la famiglia Abbott(Emily Blunt, Millicent Simmonds, Noah Jupe) dopo gli eventi del primo film.

La sicurezza che la famiglia aveva costruito nella propria abitazione è saltata. Il bisogno di perlustrare i dintorni ed esplorare il mondo esterno è diventato impellente. Il gruppo costretto a spostarsi, scoprirà che oltre agli esseri a caccia del suono incombe un altro tipo di minaccia. Riusciranno ad oltrepassare il sentiero di sabbia non guardandosi più indietro?

A Quiet Place II – Tematiche ed approfondimento

John Krasinski torna a scrivere e dirigere questo sequel rispondendo ad alcuni quesiti lanciati nel primo capitolo, contestualizzando alcuni punti fondamentali della storia di quella che potrebbe diventare una trilogia del silenzio.

Se il primo film risultava più intimo ed interiore, con un ritmo non sempre costante e concentrato a seguire la storia di un singolo gruppo di persone, in questo sequel lo sviluppo della narrazione accresce e la posta in gioco diventa più alta. Non c’è più il concetto di singoli individui, ma la possibilità di cambiare l’andamento delle cose.

Tornano le tematiche legate ai rapporti famigliari che diventano sempre più importanti. Soprattutto nei ruoli che ricopriranno i vari componenti della famiglia Abbott, con una maggior attenzione al personaggio di Regan e della madre Emily, interpretate nuovamente da Millicent Simmonds ed Emily Blunt.
Interessante il personaggio di Emmett che ritorna dal passato degli Abbott, imprevedibile con un lato oscuro da gestire, interpretato da Cillian Murphy ormai a suo agio in questo tipo di ruoli.

Ciò che convince di più del film è il comparto tecnico, dove il regista riesce a colmare le mancanze che potevano esserci nella pellicola precedente.
L’utilizzo di montaggi alternati e stacchi che mantengono quasi sempre alto il ritmo che rimane costante. Il sonoro e la sua assenza, con la parte diegetica ed extradiegetica quasi sempre ben calibrata,  l’alternarsi di ambientazioni più o meno claustrofobiche per dare ancora di più il senso di inquietudine e disagio.

L’utilizzo degli effetti speciali legato alle creature è sempre molto essenziale e mai caricaturale, si approfondisce leggermente il loro background vedendole evolversi rispetto all’ambiente circostante.

In Conclusione

A quiet place II è un sequel che amplifica le inquietudini e le emozioni del primo capitolo, tra il genere thriller e quello horror porta sullo schermo una storia che riesce ad essere più convincente della precedente.

 

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