Ai Confini del Male, la recensione del film con Edoardo Pesce

- Nulla è come sembra e ognuno di noi può diventare un mostro: La recensione in anteprima

AI CONFINI DEL MALE – Nulla è come sembra e ognuno di noi può diventare un mostro: La recensione in anteprima

E’ stato presentato alla Casa del Cinema di Roma, il nuovo film Sky Original Ai confini del male, di Vincenzo Alfieri che dal 1° novembre sarà su Sky Cinema 1 e in streaming su NOW (disponibile anche on demand).
Si tratta di un thriller denso di colpi di scena, incentrato sulla scomparsa di due giovani partecipanti ad un rave party ed è liberamente ispirato al romanzo “Il Confine” di Giorgio Glaviano.
Ai Confini del Male vede come protagonisti Edoardo Pesce (Rio) e Massimo Popolizio (Meda), due uomini, due carabinieri, due padri.
Il primo (Rio), capitano integerrimo, fiore all’occhiello dell’arma, il secondo (Meda), vittima delle proprie ossessioni e psicosi da quando ha perso la moglie e il figlio in un incidente d’auto. I due, uno l’opposto dell’altro si ritrovano ad indagare su un caso simile a quello accaduto dieci anni prima, quando un pazzo assassino, rapì alcuni adolescenti torturandoli ed uccidendoli. L’orco, come lo definì la stampa dell’epoca è tornato, ma stavolta ha rapito il figlio del Capitano Rio.

Il film tratta ampliamente il sottile filo che segna la suddivisione tra il bene e il male, chiedendo a quali compromessi si è disposti a scendere per salvare la propria famiglia, che risulta essere il tema dominante per i personaggi principali della pellicola.
Le varie sfaccettature si presentano in Rio, uomo dall’apparenza integerrimo, orgoglioso della propria divisa che mischia l’ossessione del lavoro con la famiglia, l’amore per un figlio che non conosce intimamente, che fa di lui un personaggio molto difficile da interpretare e che pone lo spettatore di fronte alla domanda di cosa si è disposti a fare quando vengono toccati i propri affetti e se è giusto giudicare. Dietro a una grande etica, c’è una grande frattura e la divisa per lui è una protezione!
La vediamo ancora in Meda, che al contrario del suo collega, non ama indossare la divisa in quanto lui ce l’ha dentro di sé e non è necessario esporla. E’ diretto nel suo agire, non ha nulla da perdere avendo già perso tutto, si presenta all’inizio negativo, ma man mano con lo scorrere del film, lo si impara a conoscere e a capirne le molteplici fragilità e ad ogni passo che fa con Rio verso il mostro, scende con lui, sempre più negli infernali gironi della propria follia.
Anche per Chiara Bassermann, il tema della famiglia è dominante, per ritrovare la figlia scomparsa, anche lei scende a compromessi, da ex prostituta giunta in Italia, inizia a lavorare per non perdere l’unico appiglio che le permetta di vivere in modo dignitoso, ma essendo un’immigrata, nessuno l’ascolta e deve farsi giustizia da sola, passando dalla seduzione alle minacce.
Anche qui, qual’è il confine tra i bene e il male? Fino a che punto si è disposti a scendere a compromessi per salvare ciò che si ha di più caro? E’ giudicabile tutto ciò?
“Ai Confini del Male” tenta di dare una risposta a queste domande, modulandosi sull’andamento di un thriller classico, ma al tempo stesso moderno. Con un ritmo incalzante, così come la regia, con colpi di scena sorprendenti e con un dubbio da lasciare allo spettatore sulla soluzione del giallo finale.

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