Spencer: Kristen Stewart è Lady Diana nel biopic di Larrain. La recensione del film

Dal 24 marzo al cinema

Spencer il nuovo biopic diretto da Pablo Larrain su Lady  D

Dopo dieci anni di matrimonio con il principe Carlo, Diana parte per la tenuta di Sandringham per festeggiare le feste natalizie. ll film Spencer propone una ricostruzione romanzata della decisione di Diana (Kristen Stewart) di divorziare da Carlo(Jack Farthing), venuta ormai a conoscenza dei sentimenti che prova il marito per Camilla Parker Bowl.

Spencer: Un punto diverso sul personaggio della principessa ribelle

Il film Spencer è stato presentato in anteprima alla 78esima edizione del Festival di Venezia. Dopo Jackie, Pablo Larrain torna alla regia con un biopic ancora più personale sulla figura di Lady Diana.

Una pellicola  intima, personale che scava nel lato più emotivo e fragile del personaggio, lavorando sull’identità del personaggio stesso. Vediamo una Diana piena di dubbi e incertezze. Ormai in depressione e con continui attacchi d’ansia. Arrivata al limite e soffocata nell’etichetta e nelle tradizioni che non evolvono nella corte inglese.

Un film con vari piani di lettura. Racchiude vari  simboli e metafore, come la collana di perle che rappresenta l’ultimo punto di rottura con il rapporto con il marito Carlo. Appeso ad un filo invisibile pronto ad essere spezzato. Oppure la figura di Anna Bolena che Diana vede nelle sue visioni e in cui si riflette o la figura dello spaventapasseri.

Ad ancorarla alla realtà ed a confrontarsi con questa, troviamo la cameriera Maggie con cui Diana riesce ancora a rapportarsi e ad alcune figure nella tenuta di Sandringham che cercano di aiutarla. Sandringham che rappresenta a sua volta il passato felice e un presente soffocante.

Kristen Stewart convince nel ruolo anche se a tratti marca fin troppo alcuni atteggiamenti, ma riesce a trasmettere il disagio e l’angoscia di un personaggio che si sente incastrato sotto una campana di vetro. Viene supportata da un interessante cast interpretato da Sally Hawkins,  Timothy Spall e Sean Harris.

Il regista gioca sia sulla fotografia che sui colori, concentrando sempre l’attenzione sulla protagonista; funzionale anche l’uso dei costumi per far spiccare il personaggio. Ma è soprattutto nel montaggio che il regista lavora, solcando un netto contrasto alternando scene dove viene scandita la quadrata vita del palazzo che segue lontane tradizioni che non cambiano a quelle in cui le visioni della protagonista prendono il sopravvento, portandola sempre di più in un vortice di auto distruzione da cui deve uscire.

In conclusione

Il film Spencer risulta essere un biopic interessante, interiore, che immagina uno spaccato di vita diverso da quello che viene proposto solitamente, meno plateale e più intimo.

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